La natura di “comunione senza quote” della comunione legale dei coniugi

La natura di “comunione senza quote” della comunione legale dei coniugi comporta che l’espropriazione per crediti personali di uno solo di essi di uno o più beni in comunione abbia ad oggetto la res nella sua interezza, e non per la metà o per una quota, con la conseguenza che, in ipotesi di divisione, è esclusa l’applicabilità sia della disciplina sull’espropriazione dei beni indivisi (artt. 599 ss. c.p.c.) sia di quella contro il terzo non debitore. La Cassazione ha così chiarito che non è consentito al giudice disporre la separazione, ai sensi dell’art. 600 c.p.c., della quota spettante al coniuge comproprietario non debitore, né circoscrivere la vendita ad una porzione del tutto, poiché si deve procedere ex art. 720 c.c. alla vendita o all’attribuzione dell’intero complesso, nel caso in cui non sia comodamente divisibile, che costituisce una singola unità immobiliare in comunione.

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La ripartizione del trattamento di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite

Necessaria la ponderazione oltre che dell’entità dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge anche la durata delle rispettive convivenze prematrimoniali

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Divisione giudiziale: quote e determinazione del conguaglio in denaro

In tema di scioglimento della comunione ereditaria e di divisione giudiziale, la determinazione del conguaglio in denaro, utile ai fini della formazione delle quote, ai sensi dell’art. 728 c.c., prescinde dalla domanda di parte poiché concerne l’attuazione del progetto divisionale, che appartiene alla competenza del giudice il quale, perciò, deve procedere d’ufficio alla relativa rivalutazione, purché vi sia stata un’apprezzabile lievitazione del prezzo di mercato del bene, tale da alterare la funzione di riequilibrio propria del suddetto conguaglio, gravando sulla parte interessata solo un onere di allegazione circa l’avvenuta verificazione della sproporzione eventualmente intervenuta.

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Divisione ereditaria: formazione quote in base al valore venale

La stima dei beni per la formazione delle quote va compiuta con riferimento al loro valore venale al momento della divisione che coincide, nel caso di divisione giudiziale, con quello di proposizione della relativa domanda. Può aversi riguardo, quindi, pure alla stima effettuata in data non troppo vicina a quella della decisione, purché si accerti che, nonostante il tempo trascorso, per la stasi del mercato o per il minore apprezzamento del bene dovuto alle sue caratteristiche, non sia intervenuto un mutamento di valore che renda necessario l’adeguamento di quello stabilito all’epoca della detta stima, costituendo onere della parte che solleciti la rivalutazione allegare ragioni di significativo mutamento di tale valore intervenuto medio tempore.

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Comunione legale dei coniugi: senza quote fino allo scioglimento

La natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi, permane sino al momento del suo scioglimento, di cui all’art. 191 c.c., allorquando i beni cadono in comunione ordinaria e ciascun coniuge, che abbia conservato il potere di disporre della propria quota, può liberamente e separatamente alienarla, essendo venuta meno l’esigenza di tutela del coniuge a non entrare in rapporto di comunione con estranei.

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