I diritti di abitazione e d’uso riservati al coniuge superstite

In materia successoria, i diritti di abitazione e d’uso riservati al coniuge superstite dall’art. 540, comma 2, c.c., riguardano l’immobile concretamente utilizzato come residenza familiare prima della morte del de cuius, sicché essi non spettano al coniuge, pur separato senza addebito, qualora la cessazione della convivenza renda impossibile individuare una casa adibita a residenza familiare. Tali diritti si costituiscono automaticamente in capo al coniuge superstite, all’apertura della successione, anche in presenza di un’attribuzione testamentaria della casa familiare o dei mobili che la arredano in favore di terzi. Ne consegue che il coniuge superstite potrà invocare ipso iure il loro acquisto, senza dover ricorrere all’azione di riduzione.

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I diritti sull’abitazione adibita a residenza familiare del coniuge superstite

I diritti sull’abitazione adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, attribuiti dall’art. 540, comma 2, c.c., spettano al coniuge superstite anche ove si apra una successione legittima, in aggiunta alla quota attribuita dagli artt. 581 e 582 c.c., essendo i detti diritti finalizzati a dare tutela, sul piano patrimoniale e su quello etico-sentimentale, al coniuge, evitandogli i danni che la ricerca di un nuovo alloggio cagionerebbe alla stabilità delle abitudini di vita della persona.

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Scioglimento comunioni ereditarie: la stima del diritto di abitazione del coniuge superstite

Quanto alle modalità di stima dei beni facenti parte della masse, in caso di scioglimento di comunioni ereditarie, la stima del diritto di abitazione spettante al coniuge superstite può essere determinata attraverso i criteri relativi al diritto di usufrutto, nonostante tali diritti differiscano per le facoltà che ne sono oggetto e la relativa disciplina, poiché l’obiettiva attitudine del bene destinato a casa coniugale a soddisfare esigenze abitative comporta una sostanziale identità delle utilità ricavabili dall’immobile da parte dell’usufruttuario e dell’abitatore.

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La ripartizione del trattamento di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite

Necessaria la ponderazione oltre che dell’entità dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge anche la durata delle rispettive convivenze prematrimoniali

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Agevolazione prima casa: sì dall’Entrate per il coniuge superstite per le imposte catastali e ipotecarie

Il coniuge superstite, unico erede, e già comproprietario di immobili può, all’atto della apertura della successione beneficiare delle agevolazioni prima casa consistenti nell’applicazione in misura fissa delle imposte ipotecaria e catastale
È quanto ha stabilito l’Agenzia dell’Entrate con risoluzione n. 126 del 17 ottobre 2017

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