Comunione: mutamento del titolo dal compossesso al possesso esclusivo

Il partecipante alla comunione che intenda dimostrare l’intenzione di possedere non più a titolo di compossesso, ma di possesso esclusivo, non ha la necessità di compiere atti di “interversio possessionis” alla stregua dell’art. 1164 c.c., dovendo, peraltro, il mutamento del titolo consistere in atti integranti un comportamento durevole, tali da evidenziare un possesso esclusivo ed “animo domini” della cosa, incompatibile con il permanere del compossesso altrui: non sono tuttavia ritenuti sufficienti all’uopo atti soltanto di gestione, consentiti al singolo compartecipante o anche atti familiarmente tollerati dagli altri ovvero, ancora, atti che, comportando solo il soddisfacimento di obblighi o l’erogazione di spese per il miglior godimento della cosa comune, non possono dare luogo ad una estensione del potere di fatto sulla cosa nella sfera di altro compossessore.

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Tra i coniugi in “comunione” può essere costituita una società di persone: il regime dei beni conferiti

L’esistenza di una società di persone tra coniugi in comunione e la comproprietà dell’azienda non fa presumere la “cogestione”

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Comunione con pluralità di masse: la divisione e il litisconsorzio

In riferimento alla tematica della comunione, quando i beni in godimento comune provengono da titoli diversi, non si realizza un’unica comunione, ma tante comunioni quante sono i titoli di provenienza dei beni, corrispondendo, quindi, alla pluralità di titoli una pluralità di masse, ciascuna delle quali costituisce un’entità patrimoniale a sé stante. Pertanto, in caso di divisione del complesso, si hanno, in sostanza, tante divisioni, ciascuna relativa ad una massa e nella quale ogni condividente fa valere i propri diritti indipendentemente da quelli che gli competono sulle altre masse. Nell’ambito di ciascuna massa, inoltre, debbono trovare soluzione i problemi particolari relativi alla formazione dei lotti e alla comoda divisione dei beni immobili che vi sono inclusi.  In tal caso il litisconsorzio necessario tra i condividenti si determina soltanto all’interno del giudizio di divisione relativo a ciascuna massa, potendo procedersi a un’unica divisione solo in presenza del consenso di tutte le parti e purché la circostanza risulti da uno specifico negozio.

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Beni in comunione provenienti da titoli diversi: la divisione

In riferimento alla tematica della comunione, quando i beni in godimento comune provengono da titoli diversi, non si realizza un’unica comunione, ma tante comunioni quante sono i titoli di provenienza dei beni, corrispondendo, quindi, alla pluralità di titoli una pluralità di masse, ciascuna delle quali costituisce un’entità patrimoniale a sé stante. Pertanto, in caso di divisione del complesso, si hanno, in sostanza, tante divisioni, ciascuna relativa ad una massa e nella quale ogni condividente fa valere i propri diritti indipendentemente da quelli che gli competono sulle altre masse.

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Scioglimento di comunione: non necessaria la fissazione di udienza di discussione sul progetto

Inutile la fissazione dell’udienza di discussione del progetto se le parti abbiano già escluso la possibilità di accettazione consensuale della proposta

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