Stato di abbandono del minore: non rileva l’istanza della nonna se mancano rapporti pregressi significativi



A – Lo stato di abbandono non può essere escluso in conseguenza della disponibilità a prendersi cura dei minori, manifestata da parenti entro il quarto grado, quando non sussistano rapporti significativi pregressi tra loro, atteso che la L. n. 184 del 1983, art. 12, comma 1, limita le categorie di persone che devono essere sentite nel procedimento ai parenti entro il quarto grado che abbiano “mantenuto un rapporto significativo con il minore”.

B – In tema di adozione, l’interesse dei bambini è sempre incompatibile con la tempistica di recupero, fra l’altro astratto, della capacità genitoriale da parte dei genitori, con la conseguenza, nell’interesse del minore, in tali casi lo stato di adottabilità costituisce l’unica soluzione possibile.



I principi di diritto sono stati affermati dalla Corte di Cassazione, Sezione I Civile, con l’ordinanza del 17 luglio 2019, n. 19156, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato quanto già deciso, nel caso de quo, dalla Corte d’appello di Roma.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che la Corte d’appello di Roma, Sezione minorenni, con sentenza n. 17XX/2018, ha rigettato il gravame di Tizia Rossi avverso la sentenza del Tribunale che aveva dichiarato lo stato di adottabilità dei figli minori Caio e Tito.

La Corte ha motivato il provvedimento in conseguenza del tardivo ricovero d’urgenza del figlio Caio, di quattro mesi, per le gravi lesioni infertegli dal compagno e convivente della madre, Sempronio Bianchi, cui era stato affidato in custodia da Tizia, che ne avevano compromesso l’area cognitiva e motoria.

La Corte aveva, altresì valorizzato, in negativo, il comportamento della madre che lo aveva portato in ospedale tardivamente, per il timore dell’intervento delle istituzioni e di ripercussioni giudiziali.

Infine, la Corte d’appello aveva valorizzato, sempre in negativo, il precedente allontanamento della madre da struttura a seguito di un grave episodio – aveva fumato cannabis in loro presenza – e i figli collocati in altra struttura dove la madre aveva rifiutato di essere inserita.

A tal ultimo proposito i Servizi sociali, con relazione del febbraio 2017, avevano evidenziato che il progetto di sostegno alla genitorialità era stato inefficace, avendo la Tizia Rossi dimostrato immaturità, disinteresse e inconsapevolezza dei bisogni dei figli, delle funzioni e responsabilità genitoriali.

Avverso tale sentenza Tizia Rossi ha proposto ricorso per cassazione, cui si è opposta B.R., tutrice dei figli delegata dal Sindaco di Roma.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, la ricorrente con il primo motivo ha dedotto la violazione e falsa applicazione della L. n. 184 del 1983, artt. 1 e 8 per averla ritenuta corresponsabile del grave episodio di violenza nei confronti del piccolo Caio, mentre lei stessa era vittima di tale gesto di violenza, e per avere valutato negativamente la propria capacità genitoriale, all’esito di una istruttoria incompleta e senza convocare la nonna materna, persona disponibile all’affidamento.

Con il secondo motivo ha dedotto la violazione e falsa applicazione della L. n. 184 del 1983, art. 2 per avere formulato il giudizio negativo sull’adeguatezza della capacità genitoriale con una motivazione omessa o insufficiente e senza avere posto in campo le misure di sostegno utili a ripristinare e supportare la madre anche mediante affido temporaneo alla nonna.

La decisione

La Corte di Cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 19156/2019, mediante la quale ha ritenuto i motivi inammissibili e non fondati e ha rigettato il ricorso.

Sulle doglianze la Suprema corte ha precisato che la dichiarazione di adottabilità è sostenuta da numerosi elementi indicativi di inadeguatezza genitoriale della ricorrente Tizia Rossi, all’esito di una articolata e approfondita descrizione della figura materna che ha condotto la Corte di merito a confermare la valutazione del primo giudice e a prendere atto dell’esito negativo del percorso di recupero, sollecitamente attivato dai Servizi sociali e ostacolato dalla madre.

Si tratta di apprezzamenti di fatto riservati al giudice di merito censurabili in cassazione mediante proposizione di adeguato mezzo ex art. 360 c.p.c., n. 5 (Corte di Cassazione, n. 1674 del 2002), ormai proponibile nei soli casi, non ravvisabili nella specie, di radicale carenza della motivazione o nel suo estrinsecarsi in argomentazioni inidonee a rivelare la ratio decidendi.

La sentenza impugnata è immune dai denunciati vizi giuridici nella parte in cui ha preso atto della mancanza di figure parentali disponibili a prendersi cura dei minori, non avendo la nonna mai conosciuto né avuto rapporti con i minori, né avendo mai ritenuto di comparire nel giudizio.

Inoltre ha valutato come non confacente all’interesse dei minori un loro trasferimento in Colombia, in un contesto sociale e familiare del tutto estraneo.

La Corte ha fatto corretta applicazione del principio di diritto secondo cui “lo stato di abbandono non può essere escluso in conseguenza della disponibilità a prendersi cura dei minori, manifestata da parenti entro il quarto grado, quando non sussistano rapporti significativi pregressi tra loro, atteso che la L. n. 184 del 1983, art. 12, comma 1, limita le categorie di persone che devono essere sentite nel procedimento ai parenti entro il quarto grado che abbiano “mantenuto un rapporto significativo con il minore” (Corte di Cassazione, n. 9021 e 26879 del 2018, n. 15369 del 2015).

 

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Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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