Spese nel mantenimento dei figli: le linee guida del CNF e della Corte d’appello di Milano




Il 14 luglio scorso il Consiglio Nazionale Forense con la Commissione “Famiglia” e la Rete dei referenti per il Diritto di famiglie e le Associazioni del settore ha elaborato le linee guida per la regolamentazione delle modalità di mantenimento dei figli nelle controversie di diritto familiare.

Sul tema, in data 14 novembre 2017 sono state diramate le “Linee guida nella determinazione delle spese extra assegno di mantenimento per i figli minori e i figli maggiorenni non economicamente indipendenti nel momento di separazione dei genitori”, condivise dalla Corte di Appello di Milano con il Tribunale, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e l’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano.




Il protocollo del CNF è stato trasmesso a tutti gli ordini degli avvocati il 29 novembre 2017.

Premessa

La riforma del titolo IX capi I e II, del libro primo del codice civile ha modificato la materia dei rapporti di filiazione, cancellando la figura del genitore affidatario in via esclusiva, e introducendo il principio della natura meramente perequativa dell’assegno di mantenimento dei figli, il tutto al fine della realizzazione del principio della bigenitorialità posto a base dell’affidamento condiviso.

Una delle problematiche maggiormente diffuse, tra le molte che emergono nella crisi del rapporto familiare, è quella che riguarda le spese di mantenimento ordinario e extraordinario, sia quanto all’entità che alle modalità di esborso in capo a ciascun genitore. Il documento elaborato dal CNF  e quello, simile della Corte d’appello di Milano, cerca infatti di fare chiarezza ed orientare gli operatori del diritto coinvolti nelle vicende in questione, individuando le categorie di spese.

In tali casi è dovere dell’interprete dare attuazione alle previsioni di cui agli articoli 316 bis c.c. e 337 ter codice civile, attraverso un’analisi attenta ma obiettiva della situazione di fatto da regolare.

La Corte d’appello di Milano sul punto fa rilevare che nella crisi familiare al giudice è di fatto attribuito un potere discrezionale molto ampio in vista della realizzazione dell’interesse prioritario dei figli, che governa l’intera disciplina della crisi familiare e, più in generale, tutto il sistema familiare.

L’intervento del giudice, nell’interesse esclusivo della prole minore o non autosufficiente, è residuale ed opera in caso di inerzia o disaccordo, affidando le decisioni di maggior interesse alla condivisione tra i genitori.

Pertanto, assieme alle ordinarie spese che attengono alla quotidiana gestione dei compiti di cura, educazione e assistenza, va sempre disciplinata, nei casi regolati dall’art. 337 bis e ss. Codice civile, l’equa ripartizione di quelle ulteriori.

Al solo fine di scongiurare le controversie in materia è fatto, in ogni caso, invito alle parti e, per esse, ai relativi difensori, di riservare ampia trattazione, all’interno degli eventuali accordi di separazione e/o divorzio, alla disciplina delle spese straordinarie, con precisa e puntuale elencazione delle spese che esulano dalla contribuzione ordinaria al mantenimento della prole.

Ugualmente è rivolto espresso invito alle parti ad una dettagliata relazione, all’interno degli atti introduttivi relativi alle procedure di separazione o divorzio giudiziali, delle categorie di spese straordinarie, che le parti intendono disciplinare, con puntuale richiamo a quelle che erano già le eventuali spese correnti della famiglia coesa.

Le spese straordinarie sono molto spesso di importo rilevante in rapporto alla consistenza degli assegni forfettari che non le comprendono e quindi la loro determinazione consente la piena ed effettiva applicazione dei criteri di liquidazione dell’assegno perequativo, di cui al IV comma dell’art. 337 ter del codice civile.

Il pagamento delle spese straordinarie costituisce un modo di contribuire al mantenimento dei figli, con la conseguenza che i genitori sono tenuti ad adempiere tale obbligazione in base al principio di proporzionalità, sancito nell’art. 337 ter codice civile.

Circa l’obbligo di contribuzione al mantenimento il documento della Corte d’appello di Milano è più esplicito, in premessa, affermando “il potere-dovere del genitore di cura degli interessi del figlio, contribuendo economicamente alla sua protezione, educazione ed istruzione, in continuità con quanto già accadeva prima della crisi familiare”.

Il documento spiega che la partecipazione alle esigenze ordinarie di vita del minore, individuate nelle spese per vitto giornaliero, mensa scolastica, canone di locazione, utenze e consumi, abbigliamento ordinario, compresi i cambi di stagione, per la cancelleria scolastica ricorrenti nell’anno e l’acquisto di medicinali da banco, viene realizzata con il versamento dell’assegno di mantenimento al genitore collocatario.

La previsione dei versamenti aggiuntivi costituiti dagli assegni familiari, che devono essere corrisposti al coniuge affidatario o collocatario dei figli, salvo diverso accordo, e le spese straordinarie (extra assegno) esprimono la scelta di fondo di privilegiare, nell’affidamento condiviso, la regola del mantenimento diretto, imponendo ai genitori di contribuire al pagamento delle somme extra necessarie per la prole “in percentuale concordata ovvero disposta in via giudiziale”.

La ratio della condivisione di prassi applicative è da individuarsi in quelle posizioni della giurisprudenza di legittimità che ritiene, in via generale, “non configurabile a carico del coniuge affidatario un obbligo di informazione e di concertazione preventiva con l’altro in ordine alla determinazione delle spese straordinarie” (quali ad esempio, le spese di arredamento della cameretta, per stage per l’apprendimento della lingua straniera), “trattandosi di decisione “di maggiore interesse” per il figlio.

Sussiste, pertanto, “a carico del coniuge non affidatario, un obbligo di rimborso qualora non abbia tempestivamente addotto validi motivi di dissenso” e, nel caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, “il giudice è tenuto a verificare la rispondenza delle spese all’interesse del minore mediante la valutazione della commisurazione dell’entità della spesa rispetto all’utilità e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori” (Corte di Cassazione, Sez. VI- 1 Civile, n. 16175 del 30/07/2015).

Costituisce, inoltre, ormai approdo consolidato della giurisprudenza che non tutte le esigenze sportive, educative e di svago rientrano tra le spese straordinarie. (ex multis, Corte di Cassazione, Sez. VI- 1, n. 21273/2013).

Nella specie, si riconosce, in caso di separazione personale, del diritto della prole ad un mantenimento tale da garantire un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia, essendo imposto ai genitori il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, e far fronte ad una molteplicità di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario e sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione, fin quando l’età dei figli stessi lo richieda, di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.

Tale contributo non consiste nel solo versamento delle somme stabilite con l’assegno di mantenimento, anche ove esso sia omnicomprensivo, che non può che avere riguardo ai bisogni ordinari, ma necessita della predisposizione della misura della partecipazione del genitore alle spese straordinarie, che non costituiscono duplicazione dell’assegno (Corte di Cassazione, n. 23630/2009; n. 9372/2012).

L’utilità dell’adozione delle linee guida, pertanto, si sostanzia nella preventiva definizione della natura e qualificazione delle spese extra assegno, applicando i canoni di elaborazione della giurisprudenza di merito.

Ed ancora, il documento della Corte d’appello di Milano precisa che le spese sono identificate, in via generale, in tutte quelle voci di mantenimento che si caratterizzano, in funzione dell’elemento temporale, per occasionalità o sporadicità, in funzione del requisito quantitativo, ovvero per gravosità, e, in relazione al dato funzionale, ovvero ancora per voluttuarietà, dovendo ricorrere almeno uno dei suddetti caratteri.

Presupposto generale è che le spese extra assegno siano debitamente documentate e, soprattutto, condivise, sia nella percentuale di partecipazione sia, soprattutto, nell’an, tra le parti, ivi compreso il figlio maggiorenne non economicamente indipendente.

Le spese nel documento del CNF

La tipologia di spese ricomprese nell’assegno di mantenimento, secondo il protocollo in questione, sono individuate in: vitto, abbigliamento, contributo per spese dell’abitazione (incluse le utenze), spese per tasse scolastiche (ad eccezione di quelle universitarie) e materiale scolastico di cancelleria, mensa, medicinali da banco (compresi gli antibiotici, antipiretici, medicinali per la cura di patologie ordinarie e stagionali), spese di trasporto urbano, carburante, ricarica cellulare, uscite didattiche, organizzate dalla scuola in ambito giornaliero, baby sitter, prescuola, doposcuola, trattamenti estetici, attività ricreative abituali (quali cinema, feste, attività conviviali), spese per la cura degli animali domestici dei figli (salvo che questi siano stati donati successivamente alla separazione o al divorzio).

Le spese extra assegno obbligatorie, per le quali non è richiesta la previa concertazione, vengono individuate in: libri scolastici, spese sanitarie urgenti, acquisto di farmaci prescritti ad eccezione di quelli da banco, spese per interventi chirurgici indifferibili, spese ortodontiche, oculistiche, e sanitarie effettuate presso il SSN in difetto di accordo sulla terapia con specialista privato; spese protesiche; spese di bollo e di assicurazione per il mezzo di trasporto quando acquistato con l’accordo di entrambi i genitori.

Le spese extra assegno, subordinate o meno al consenso dei genitori, devono essere documentate. Per quanto concerne invece le spese extra assegno subordinate al consenso di entrambi i genitori:

Scolastiche: iscrizione e rette di scuole private, iscrizione rette ed eventuali spese per fuori sede, di università pubbliche, e private, ripetizioni; frequenza del conservatorio o di scuole formative; spese per la preparazione di esami di abilitazione o alla preparazioni di concorsi, viaggi di istruzione organizzati dalla scuola, prescuola, doposcuola; servizio baby sitting laddove l’esigenza nasca con la separazione e debba coprire l’orario di lavoro del genitore che lo utilizza: viaggi studio e d’istruzione, soggiorni all’estero per motivo di studio; corsi per l’apprendimento delle lingue straniere;

Spese di natura ludica o parascolastica: corsi di informatica, centri estivi, viaggi di istruzione, vacanze trascorse autonomamente senza i genitori, spese di acquisto e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto; conseguimento della patente presso autoscuola private.

Spese sportive: attività sportiva comprensive dell’attrezzatura e di quanto necessario per lo svolgimento dell’eventuale attività agonistica;

Spese medico sanitarie: spese per interventi chirurgici, spese odontoiatriche, oculistiche e sanitarie non effettuate tramite SSN, spese mediche e di degenza per interventi presso strutture pubbliche o private convenzionate, esami diagnostici, analisi clinici, visite specialistiche, cicli di psicoterapia e logopedia.

Organizzazioni di ricevimenti, celebrazioni e festeggiamenti dedicati ai figli.

Per le spese straordinarie da concordare, il genitore a fronte di una richiesta formalizzata dall’altro, dovrà manifestare un motivato dissenso, per iscritto entro venti dalla data di ricevimento della richiesta.

In difetto di riscontro il silenzio sarà inteso quale consenso. Il rimborso pro quota al genitore che ha anticipato tali spese e che ha esibito e consegnato idonea documentazione è dovuto il mese successivo a decorrere dall’istanza.

Quanto al capitolo assegni familiari, vengono riconosciuti in capo al collocatario prevalente, pure nei casi in cui siano erogati dal datore di lavoro dell’altro genitore.

Di interesse la parte relativa alla deducibilità e detraibilità fiscale delle spese straordinarie che, salvo diverso accordo, è posta in parte uguale (50%) ai due genitori.

Esempi di spese nel documento elaborato dalla Corte d’appello di Milano

In via esemplificativa, il documento distingue:

a) per le spese mediche è richiesto l’accordo preventivo tra le parti, cui partecipa il maggiorenne non indipendente, per le cure (dentistiche, oculistiche e ortodontiche) presso strutture private, le cure termali e fisioterapeutiche, ogni tipologia di trattamento che sia erogato dal S.S.N ma effettuato privatamente, l’acquisto di farmaci omeopatici.

Restano non soggetti all’accordo tutte le prestazioni erogate dal S.S.N. o da strutture pubbliche, le visite specialistiche del pediatra o del medico curante, le spese per tickets sanitari, per occhiali non uso non cosmetico, per l’acquisto di farmaci;

b) le spese scolastiche soggetto a previo accordo dei coniugi sono quelle relative alla frequentazione (scolastica o universitaria) presso strutture di formazione private, gite con pernottamento, corsi di recupero e lezioni private, corsi post universitari o master, anche all’estero, le spese di alloggio presso le strutture universitarie.

Sono decise senza necessità di previa condivisione, invece, le spese presso strutture di istruzione pubblica, per il corredo scolastico, ivi compresa la necessaria dotazione informatica richiesta dalla formazione, le assicurazioni scolastiche e le spese per il trasporto pubblico dalla residenza alla scuola;

c) le spese extrascolastiche che richiedono il previo accordo sono quelle per corsi di formazione (ad es., lingue, musica), per attività sportiva, ludica o ricreativa, viaggi studio e vacanze senza i genitori, per il conseguimento della patente di guida e per il mezzo di trasporto dei figli.

Le linee guida disciplinano anche le modalità attraverso le quali deve provvedersi all’accordo preventivo tra le parti, disponendo forme e tempi atti ad una semplificazione del potenziale disaccordo sulle stesse. La forma prevista è quella scritta, funzionale non solo alle esigenze di documentazione, ma soprattutto, in funzione della scansione dei tempi previsti, alla formazione del silenzio assenso sulle spese che necessitano di previo accordo.

La richiesta scritta di partecipazione alle spese extra deve essere inviata all’altro genitore e, sulla stessa quest’ultimo dovrà manifestare il proprio dissenso, ancora per iscritto in via immediata (“nell’immediatezza” della richiesta e in un tempo massimo di “gg.10”), acquisendo, in difetto, il silenzio un valore significativo di approvazione, di consenso tacito alla richiesta formativa od educativa formulata.

La necessaria documentazione delle spese concordate è posta a carico del genitore collocatario o affidatario, che dovrà provvedere ad inviarla (a mezzo raccomandata o mail) all’altro genitore “entro 30 giorni dall’esborso”, mentre il rimborso dovrà avvenire entro i 15 giorni successivi alla richiesta.

La prevista possibilità per le parti di richiamare le Linee guida per la regolamentazione della partecipazione alle spese extra assegno, in caso di separazione, ha anche l’effetto di facilitare l’accesso alle forme di tutela in caso di mancato versamento pro quota delle spese da parte del genitore non affidatario, non essendo richiesto, in caso di formazione del silenzio assenso un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione per la determinazione del titolo esecutivo per il recupero, qualora il genitore creditore possa allegare e documentare l’effettiva sopravvenienza degli esborsi e la relativa entità, non potendo l’altro coniuge contestare l’esistenza del credito per la non riconducibilità degli esborsi a spese necessarie o per violazione delle modalità d’individuazione dei bisogni del minore (sul punto, cfr. Corte di Cassazione, Sez. VI- 1 Civile, n. 4182 del 02/03/2016, in tema di spese ordinarie).

 

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Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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