Spese di rappresentanza: per Corte dei conti è danno erariale la liquidazione senza “controllo”

E’ illegittima l’assunzione e liquidazione di spese di rappresentanza delle pubbliche amministrazioni nei casi in cui non vi sia una stretta correlazione con le finalità istituzionali dell’ente, la sussistenza di elementi che richiedano una proiezione esterna delle attività dell’ente per il migliore perseguimento dei fini pubblici, la rigorosa motivazione dello specifico interesse istituzionale perseguito, la dimostrazione del rapporto tra attività dell’ente e spesa erogata, la rispondenza della stessa a criteri di ragionevolezza e congruità rispetto ai fini, stante l’ampia discrezionalità delle amministrazioni pubbliche nel prevederle, che ne postula il carattere eccezionale rispetto all’ordinaria attività di spesa. In mancanza di tale attività esse generano danno erariale risarcibile.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Conti, Sezione giurisdizionale per il Lazio, con la sentenza del 6 giugno 2016, n.177 mediante la quale ha rigettato l’appello e confermato quanto già deciso dalla…

La pronuncia traeva origine dal FATTO che la Procura regionale aveva convenuto in giudizio due dipendenti di un Comune del Lazio, chiedendone la condanna al pagamento in favore del Comune di XXXXX delle seguenti somme: a) € 5.250,00 a carico della sig.ra ZETA; b) € 3.998,10 a carico del sig. ENNE, in quanto sono emersi ad avviso del Requirente elementi per convenire in giudizio: a) la sig.ra ZETA, in qualità di responsabile dell’Ufficio di Gabinetto del Comune di XXXXX, per avere con determinazione del 19 aprile 2012 liquidato e pagato in favore della ditta “Ristorante  FFF” le fatture n. 3 e 4 del 2012 (rispettivamente di € 2.850,00 e di € 2.400,00), motivate con la dicitura «per attività istituzionali svolte dall’ente», senza accertare quali fossero tali attività, chi fosse il soggetto autore delle stesse e chi fossero i beneficiari, facendo unicamente riferimento quale motivazione alle disponibilità esistenti sul capitolo di bilancio; b) ENNE, in qualità di responsabile dell’Ufficio di Gabinetto dello stesso Comune, per avere con determinazione del 20 aprile 2012 liquidato e pagato la complessiva somma di € 3.998,10 (384,00 + 30,00 + 269,50 + 230,00 + 260,00 + 919,60 + 1.905,00), in asserita relazione con l’organizzazione della ricorrenza di Virgo Fidelis e di Santa Cecilia, senza accertare quali fossero tali attività, chi ne fossero l’autore e i beneficiari, facendo unicamente riferimento, quale motivazione, alle disponibilità esistenti sul capitolo di bilancio. A dire della Corte le suindicate somme pagate dal Comune di XXXXX costituiscono per la Procura danno all’Erario, di cui sono chiamati a rispondere ciascuno per la sua parte i convenuti, nella cui condotta viene ravvisato il dolo o, in subordine, la colpa grave.

La Corte dei Conti, chiamata a pronunciarsi, mediante la citata sentenza n. 177/2016 ricorda che nel merito, la giurisprudenza di questa Corte ha elaborato in materia di spese di rappresentanza delle pubbliche amministrazioni alcuni criteri generali quali «la necessità di una loro stretta correlazione con le finalità istituzionali dell’ente, la sussistenza di elementi che richiedano una proiezione esterna delle attività dell’ente per il migliore perseguimento dei fini pubblici, la rigorosa motivazione dello specifico interesse istituzionale perseguito, la dimostrazione del rapporto tra attività dell’ente e spesa erogata, la rispondenza della stessa a criteri di ragionevolezza e congruità rispetto ai fini», stante l’ampia discrezionalità delle amministrazioni pubbliche nel prevederle, che ne postula il carattere eccezionale rispetto all’ordinaria attività di spesa (cfr. Corte dei conti, Sezione I, sentenza n. 346/2008; Corte dei conti, Sezione II, sentenza n. 64/2007).

In via generale si rileva che l’art. 183 comma 1 del d.lgs. n. 267/2000 prevede che l’impegno di spesa costituisce la prima fase del procedimento di spesa con la quale, a seguito di obbligazione giuridicamente perfezionata, è determinata la somma da pagare, determinato il soggetto creditore, indicata la ragione e viene costituito il vincolo sulle previsioni di bilancio, nell’ambito della disponibilità finanziaria accertata ai sensi dell’articolo 151. In sostanza l’ordinamento degli enti locali richiede espressamente per l’assunzione dell’impegno di spesa (prima fase della gestione della spesa: art. 182 d.lgs 267/2000) la costituzione di un’obbligazione giuridicamente perfezionatasi a carico dell’ente; «gli impegni devono dunque essere sorretti dall’esistenza di un previo rapporto obbligatorio, per cui è necessario che siano individuati il creditore ed il debitore e determinato (o comunque determinabile) l’oggetto dell’obbligazione; pertanto la possibilità di adottare una determina di impegno in difetto dell’avvenuto perfezionamento dell’obbligazione che ne funge da titolo è prevista dalla legge soltanto in casi eccezionali» (cfr. art. 183 c. 5 sui c.d. impegni automatici).

La liquidazione costituisce la successiva fase del procedimento di gestione della spesa attraverso la quale, in base dei documenti e dei titoli atti a comprovare il diritto acquisito dal creditore, si determina la somma certa e liquida da pagare nei limiti dell’ammontare dell’impegno definitivo assunto (art. 184 d.lgs 267/2000); «l’attività di liquidazione deve quindi essere preceduta da un’istruttoria tecnico contabile sulla documentazione necessaria a comprovare il diritto del creditore, l’accertamento della regolarità della prestazione e della corretta esecuzione della stessa, la sua rispondenza a requisiti quantitativi e qualitativi nonché ai termini e condizioni precedentemente pattuite»; solo a seguito di detto controllo di regolarità il responsabile del servizio forma una determinazione con cui procede a liquidare la somma da corrispondere al creditore; segue il visto del responsabile del servizio finanziario ( artt. 184 e 151 c. 4 d.lgs 267/2000) che attesta la sufficienza dei fondi, in relazione alle entrate e agli equilibri di bilancio, rispetto alla somma liquidata.

Le delibere adottate dagli organi politici con cui si approvano gli atti di programmazione finanziaria (bilancio, P.E.G.), si limitano ad intervenire in una fase di indirizzo e programmazione antecedente la fase gestoria delle spese, la quale inizia con l’atto di impegno, di esclusiva competenza della dirigenza che dispone di un autonomo potere di spesa per il raggiungimento degli obiettivi fissati dagli indirizzi degli organi politici. Ne consegue che, per quanto attiene più specificamente alla fattispecie in esame, «rientrano nei poteri gestionali dei dirigenti responsabili tutte le verifiche attinenti la regolare assunzione di obbligazioni a carico dell’ente per spese di rappresentanza sotto il profilo dell’oggetto, della causa e dei soggetti del rapporto obbligatorio», a fortiori tenendo presenti le indicate caratteristiche di discrezionalità ed eccezionalità che connotano tale tipologia di spese.

Conclude, quindi, la Corte che «nel merito si evince che i pregressi atti di impegno ivi richiamati (determina n. 289 del 13.04.2012 a firma del rag. ENNE; determina n. 307 del 18.04.2012 a firma della ZETA), sono stati assunti in violazione del disposto di cui all’art. 183 comma 1 del d.lgs. n. 267/2000, stante la mancata indicazione del soggetto creditore e della specifica causa del pagamento»; la successiva liquidazione per complessivi € 5.250,00 si correla poi a fatture rimesse dalla Ditta suindicata “Per attività istituzionali svolte dall’Ente”, di cui non è dato conoscere prestazioni e soggetti beneficiari.

Ne consegue che le somme suddette sono state indebitamente erogate dall’ente locale sulla base di atti posti in essere dai convenuti dipendenti, nelle rispettive qualità, in violazione degli univoci obblighi di legge sopra richiamati, con una condotta che si appalesa pertanto connotata dall’elemento soggettivo della colpa grave.

 

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Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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