Le spese (anticipate) per le onoranze funebri rientrano tra i pesi ereditari: condizioni per il rimborso

Le spese per le onoranze funebri rientrano tra i pesi ereditari che, sorgendo in conseguenza dell’apertura della successione, costituiscono, unitamente ai debiti del defunto, il passivo ereditario gravante sugli eredi, ex art. 752 c.c., sicché colui che ha anticipato tali spese ha diritto ad ottenerne il rimborso da parte di costoro, sempre che non si tratti di spese eccessive, sostenute contro la loro volontà.

 

Il principio è stato richiamato e fatto proprio dalla Corte di cassazione, Sezione II Civile, con l’ordinanza del 27 agosto 2020, n. 17938, mediante la quale ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la decisione, assunta nel caso de quo, dal Tribunale di Napoli Nord in funzione di giudice d’appello.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che Gaia e Mevia Corneliano proponevano opposizione avverso i decreti ingiuntivi separatamente ottenuti dalla sorella Sempronia Corneliano per il rimborso della somma di euro 3.000,00 pro capite, asseritamente dovuta quale quota parte delle spese funerarie sostenute dall’intimante a seguito della morte della madre Lidia.

Il Giudice di Pace di Casoria, riuniti i giudizi, con la sentenza n. 507 del 2014 accoglieva parzialmente le opposizioni, e condannava le opponenti al pagamento in favore della sorella della somma di euro 1.500,00 pro capite, dalla quale sottraeva però la detrazione del 19 % che l’Agenzia delle Entrate accorda sulle spese funerarie nonché il rateo di pensione (e/o indennità di accompagnamento) che Sempronia Corneliano aveva indebitamente incassato dopo la morte della madre, e per la somma dovuta dalla sola Gaia, la somma di euro 300,00 dovuta quale canone di locazione per un immobile del quale Gaia Corneliano era nuda proprietaria, atteso che si trattava di una mensilità successiva alla morte della madre, che era appunto usufruttuaria del bene.

Avendo Sempronia Corneliano interposto appello, il Tribunale di Napoli Nord, con la sentenza n. 1245 del 2016, accoglieva il gravame e per l’effetto rigettava l’opposizione proposta dalle sorelle Gaia e Mevia.

Quanto al motivo principale di appello che investiva la misura delle spese da rimborsare, il Tribunale rilevava che la giurisprudenza ha affermato che si tratta di spese che generano il diritto al rimborso pro quota in favore di colui tra i coeredi che le abbia anticipate, sempre che non siano state sostenute contro la volontà degli altri coeredi.

Nel caso in esame risultava che, se effettivamente era emersa la misura eccessiva della somma pagata, in rapporto all’esistenza di altre imprese di pompe funebri in grado di fornire il medesimo servizio a costi più contenuti, tuttavia non era stata offerta la prova che la scelta dell’impresa da parte dell’appellante e del relativo costo fosse avvenuta contro la volontà delle appellate.

Queste, infatti, si erano recate in ospedale dopo la dipartita della madre, senza preoccuparsi delle modalità di organizzazione del servizio funebre, lasciando evidentemente tale incombenza all’altra sorella, sicché doveva escludersi che la spesa fosse stata assunta contro la loro volontà.

Il Tribunale accoglieva anche l’altro motivo di appello che investiva le detrazioni operate dal giudice di pace sulla somma riconosciuta all’originaria ricorrente, in quanto la detrazione del 19% che l’erario riconosce per le spese funerarie non era stata in alcun modo richiesta dalle opponenti, e che il prelievo di un rateo di pensione relativo al periodo successivo alla morte della beneficiaria, costituiva una somma non rientrante nella massa ereditaria, il cui prelievo era stato illecitamente operato da Sempronia, senza quindi far maturare alcun credito nei confronti delle coeredi.

Analogamente quanto all’incasso del canone di locazione una volta estintosi il diritto di usufrutto vantato dalla defunta, ciò genera il diritto della nuda proprietaria ad ottenerne il pagamento, ma senza che la somma possa farsi rientrare nella massa ereditaria.

Per la cassazione di tale sentenza Gaia Corneliano ha proposto ricorso Di Lauro Filomena sulla base di cinque motivi, illustrati da memorie.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, la ricorrente con il secondo motivo ha denunciato la violazione degli artt. 752, 754 e 2031 c.c., quanto al rimborso integrale in favore dell’opposta delle somme di cui alla fattura emessa dall’impresa di pompe funebri.

Ha dedotto che tale soluzione contrasta con le norme indicate, dalle quali deve invece trarsi il principio per cui le spese vanno rimborsate all’utile gestore (quale deve ritenersi essere la sorella che ha anticipato le spese funerarie) solo se non eccessivamente onerose.

Con il terzo motivo ha lamentato sempre la violazione degli artt. 752, 754 e 2031 c.c. nonché dell’art. 2697 c.c., assumendosi l’illegittimità della decisione impugnata nella parte in cui ha ritenuto che fosse onere delle appellate dimostrare altresì che la scelta della ditta alla quale rivolgersi e delle modalità del servizio fosse avvenuta contro la loro volontà.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 17938 del 2020, ha ritenuto i motivi fondati e ha accolto il ricorso cassando con rinvio la decisione impugnata.

La motivazione

Il Collegio ha osservato che una volta correttamente ricondotta l’attività di colui che anticipa le spese funerarie nell’ambito della gestione di affari altrui, alla luce di quanto affermato dalle Sezioni Unite (Corte di cassazione, S.U., n. 11135/2012, secondo cui la locazione della cosa comune da parte di uno dei comproprietari rientra nell’ambito della gestione di affari ed è soggetta alle regole di tale istituto, tra le quali quella di cui all’art. 2032 cod. civ., sicché, nel caso di gestione non rappresentativa, il comproprietario non locatore può ratificare l’operato del gestore e, ai sensi dell’art. 1705, secondo comma, cod. civ., applicabile per effetto del richiamo al mandato contenuto nel citato art. 2032 cod. civ., esigere dal conduttore, nel contraddittorio con il comproprietario locatore, la quota dei canoni corrispondente alla rispettiva quota di proprietà indivisa), deve però escludersi che il mero disinteresse delle appellate consenta di far gravare su di loro spese che comunque la sentenza riconosce come eccessivamente onerose.

La Corte di cassazione ha, infatti, precisato che (Corte di cassazione, n. 1994/2016) le spese per le onoranze funebri rientrano tra i pesi ereditari che, sorgendo in conseguenza dell’apertura della successione, costituiscono, unitamente ai debiti del defunto, il passivo ereditario gravante sugli eredi, ex art. 752 c.c., sicché colui che ha anticipato tali spese ha diritto ad ottenerne il rimborso da parte di costoro, sempre che non si tratti di spese eccessive, sostenute contro la loro volontà (conf. Corte di cassazione, n. 28/2002; Corte di cassazione, n. 3489/1977).

Il riferimento alla volontà contraria fatto dalla Corte incide sull’an del diritto al rimborso, occorrendo sostenere che la manifestazione di una volontà contraria da parte delle gestite precluda a monte il diritto al rimborso, ma non impedisce di dovere sempre verificare se le somme spese del gestore siano congrue e comunque non eccessive, non potendosi invece ritenere che il dissenso espresso degli altri coeredi debba essere manifestato anche in merito all’ammontare delle spese sostenute o da sostenere.

Ne discende che, pur avendo il giudice di merito rilevato la mancata opposizione delle opponenti alla conclusione del contratto per le onoranze funebri da parte della sorella, il contestuale rilievo della eccessività delle spese non consentiva di poter pervenire alla conferma della condanna emessa in sede monitoria, essendo piuttosto necessario verificare quale fosse la somma ritenuta congrua alla luce delle richieste economiche di altre agenzie funebri in grado di prestare lo stesso servizio.

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Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione II Civile, ordinanza del 27 agosto 2020, n. 17938

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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