Rilevazione stato di ebbrezza mediante etilometro: onere di allegazione da parte del soggetto accusato

Anche nel caso del giudizio penale per guida in stato d’ebbrezza ex art. 186, comma 2, Cod. Strada nell’ambito del quale assuma rilievo la misurazione del livello di alcool nel sangue mediante etilometro, all’attribuzione dell’onere della prova in capo all’accusa circa l’omologazione e l’esecuzione delle verifiche periodiche sull’apparecchio utilizzato per l’alcoltest, deve fare riscontro un onere di allegazione da parte del soggetto accusato, avente ad oggetto la contestazione del buon funzionamento dell’apparecchio.

 

È quanto ha stabilito la Corte di cassazione, Sezione IV Penale, con la sentenza del 27 ottobre 2020, n. 27879, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato la decisione della Corte d’appello di Bologna.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che la Corte di appello di Bologna, con sentenza del 2019, ha confermato la sentenza di primo grado che ha dichiarato la penale responsabilità di Pompilio Mevio in relazione al reato di cui all’art. 186, comma 1, 2, lett. b), 2 bis, 2 sexies, cod. strada, aggravato dall’orario notturno (tasso alcolemico riscontrato 1,47-1,49 g/1).

Avverso tale sentenza ha proposto ricorso il difensore dell’imputato, articolando tre motivi di ricorso.

Per quanto è qui di interesse, il ricorrente con il primo motivo ha lamentato la mancata verifica della taratura dell’etilometro e reiterato censure coincidenti con quelle che erano state articolate in sede di appello, in cui la difesa sostanzialmente aveva solo ipotizzato l’irregolare funzionamento dell’etilometro non essendo stata fornita, a seguito della sua richiesta, inoltrata peraltro a distanza di quasi un anno dal fatto, copia del libretto metrologico, poiché l’apparecchio era in revisione e il libretto non era a disposizione del Comando provinciale dei Carabinieri.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata sentenza n. 27879 del 2020, ha ritenuto il motivo inammissibile e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Sul punto il Collegio aderendo all’indirizzo recente di legittimità (Corte di cassazione, Sez. IV, n. 3201 del 12/12/2019, Rv. 278032) il quale prevede che, anche nel caso del giudizio penale per guida in stato d’ebbrezza ex art. 186, comma 2, Cod. Strada nell’ambito del quale assuma rilievo la misurazione del livello di alcool nel sangue mediante etilometro, all’attribuzione dell’onere della prova in capo all’accusa circa l’omologazione e l’esecuzione delle verifiche periodiche sull’apparecchio utilizzato per l’alcoltest, debba fare riscontro un onere di allegazione da parte del soggetto accusato, avente ad oggetto la contestazione del buon funzionamento dell’apparecchio.

Il fatto che siano prescritte, dall’art. 379 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada, l’omologazione e la periodica verifica dell’etilometro non significa che, a sostegno dell’imputazione, l’accusa debba immediatamente corredare i risultati della rilevazione etilometrica con i dati relativi all’esecuzione di tali operazioni: tali dati (in quanto riferiti ad attività necessariamente prodromiche al momento della misurazione del tasso alcolemico sull’imputato) non hanno di per sé rilievo probatorio ai fini dell’accertamento dello stato di ebbrezza dell’imputato.

Perciò è del tutto fisiologico che la verifica processuale del rispetto delle prescrizioni dell’art. 379 Reg. Esec. Cod. Strada sia sollecitata dall’imputato, che ha all’uopo un onere di allegazione volto a contestare con elementi concreti la validità dell’accertamento eseguito nei suoi confronti.  

Venendo al caso in esame, tale onere di allegazione non può dirsi validamente assolto dall’odierno ricorrente che in ordine alla validità degli scontrini dell’alcoltest in base ai quali é stato misurato il tasso alcolemico, non ha eccepito nulla in proposito e non ha sollecitato l’assunzione di alcuna prova contraria.

Giova osservare che nessun difetto di funzionamento era stato dedotto dall’indagato o dalla sua difesa ma era stato solo addotta l’omessa produzione della documentazione formale attestante la idoneità dell’apparecchio, a seguito di una richiesta formulata peraltro vari mesi dopo il fatto.

Infine, la Corte d’appello ha ritenuto provato lo stato di ebbrezza e quindi il superamento della soglia di rilievo penale oltre che sulla base del tasso alcolemico riscontrato con l’etilometro, anche in relazione alla condotta di guida, rivelatrice di un’incapacità di governare il veicolo in prossimità di una rotatoria tanto da collidere contro il guardrail che la delimitava, e infine dalla sintomatologia mostrata, in specie dall’alito vinoso.

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Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione IV Penale, sentenza del 27 ottobre 2020, n. 27879

 

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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