Responsabilità medica: la manleva della ASL verso il proprio dipendente dinanzi al giudice ordinario

Cassata con rinvio la decisione del giudice del merito che aveva dichiarato, in relazione alla domanda di manleva e regresso proposta dalla ASL, il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore della Corte dei conti.

 

E’ quanto ha stabilito la Corte di cassazione, Sezioni Unite Civile, con la sentenza del 12 ottobre 2020, n. 21992, mediante la quale ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la decisione impugnata assegnando la vicenda alla giurisdizione del giudice ordinario.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che con atto di citazione del 2002, Mevia Cassio, Tizio, Caio e Sempronia Turpilio – a seguito della morte del congiunto Bruno Turpilio, verificatasi nell’agosto del 2001 presso l’ospedale “Salute e Vita” in conseguenza di complicanze intercorse successivamente ad intervento chirurgico ivi eseguito – convennero, dinanzi al Tribunale di Cassino, il chirurgo Salvo Tarquinio che aveva eseguito l’intervento, e l’Azienda USL di Frosinone, affinché fosse dichiarata la loro responsabilità per il decesso di Bruno Turpilio e, quindi, fossero condannati, in via solidale, al risarcimento di tutti danni, iure successionis e iure proprio, patiti da essi attori.

ll Tribunale di Cassino, con sentenza del 2012, accertò la responsabilità del chirurgo Tarquinio e della Azienda USL e li condannò, in solido tra loro, al pagamento, a titolo risarcitorio, della complessiva somma di euro 1.182.300,04 (diversamente ripartita tra ciascuno degli attori), oltre accessori.

Condannò, poi, il chirurgo “a rifondere in via di regresso l’azienda U.S.L. di Frosinone di quanto dalla stessa sarà corrisposto agli attori in dipendenza della presente sentenza” e, infine, condannò la Omega Assicurazioni S.p.A., chiamata in garanzia dai convenuti, a tenere indenne il chirurgo nei limiti del massimale di euro 51.645,69.

Avendo le parti soccombenti interposto appello, la Corte d’appello di Roma, con la sentenza n. 1269 del 2017, accoglieva il gravame e dichiarava, in relazione alla domanda di manleva e regresso proposta dalla predetta Azienda USL, il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore della Corte dei conti.

La Corte d’appello, richiamando il precedente di Corte di cassazione, Sezioni Unite n. 15288 del 2001, osservava che la giurisdizione contabile non riguardava solo “fatti inerenti al maneggio di denaro”, estendendosi, invece, “ad ogni ipotesi di responsabilità per pregiudizi economici arrecati allo Stato o ad enti pubblici da persone legate da vincoli di impiego o di servizio ed in conseguenza di violazione degli obblighi inerenti a detti rapporti”.

Donde, la spettanza “alla giurisdizione della Corte dei Conti la controversia avente ad oggetto l’azione di rivalsa esercitata da un ente ospedaliero (ovvero un’unità sanitaria locale dopo l’attuazione della legge n. 833 del 1978), condannato al risarcimento del danno subito da un assistito per fatto colposo del proprio dipendente (nella specie, lesioni personali provocate da un medico nel corso di un intervento), nei confronti del dipendente medesimo”.

Per la cassazione della sentenza della Corte di appello di Roma l’Azienda U.S.L. di Frosinone ha proposto ricorso, affidando le sorti dell’impugnazione ad un unico motivo in punto di giurisdizione.

Il motivo di ricorso

Con l’unico motivo la ricorrente ha denunciato la violazione ed errata applicazione degli artt. 52 del r.d. n. 1214 del 1934 e 103 Cost.

La Corte d’appello avrebbe erroneamente dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda di rivalsa/regresso proposta da essa Azienda USL (accolta dal primo giudice in ragione della esclusiva responsabilità civile accertata in capo al chirurgo), applicando un principio superato dalla più recente giurisprudenza (tra le altre, si citano Corte di cassazione, S.U., n. 9556/2002 e Corte di cassazione, n. 13066/2004).

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata sentenza n. 21992 del 2020, ha ritenuto il motivo fondato e ha accolto il ricorso

La motivazione

Sul punto il Collegio ha inteso dare seguito all’orientamento della Suprema Corte che – superando l’indirizzo seguito dal giudice di appello con la sentenza impugnata – ha enunciato il principio per cui «l’azione di responsabilità contabile nei confronti dei sanitari dipendenti di un’azienda sanitaria non è sostitutiva delle ordinarie azioni civilistiche di responsabilità nei rapporti tra amministrazione e soggetti danneggiati, sicché, quando sia proposta da una azienda sanitaria domanda di manleva nei confronti dei propri medici, non sorge una questione di riparto tra giudice ordinario e contabile, attesa l’autonomia e non coincidenza delle due giurisdizioni» (Corte di cassazione, S.U., 18 dicembre 2014, n. 26659; cfr. Anche, di recente Corte di cassazione, 23 agosto 2018, n. 21021).

Tale principio trova armonica rispondenza in quello (tra le altre, Corte di cassazione, S.U., 19 febbraio 2019, n. 4883) secondo cui la reciproca indipendenza dell’azione di responsabilità per danno erariale e di quella di responsabilità civile promossa dalle singole amministrazioni interessate davanti al giudice ordinario si giustifica per la diversità degli interessi rispettivamente tutelati: la prima volta alla tutela dell’interesse pubblico generale, al buon andamento della P.A. e al corretto impiego delle risorse, con funzione prevalentemente sanzionatoria; la seconda, invece, al pieno ristoro del danno, con funzione riparatoria ed integralmente compensativa, a protezione dell’interesse particolare della amministrazione attrice.

Né può interferire, sulla questione di giurisdizione in esame, l’art. 9, comma 5, della legge 24 del 2017 (evocato anche nella memoria del controricorrente) – quale che sia la portata, in termini di esclusività o meno della giurisdizione della Corte dei conti, di detta disposizione che intesta al pubblico ministero contabile l’esercizio dell’azione di responsabilità amministrativa, per dolo o colpa grave, nei confronti dell’esercente la professione sanitaria in caso di accoglimento della domanda di risarcimento proposta dal danneggiato contro la struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica di cui il sanitario stesso sia legato da rapporto di servizio – giacché si tratta di norma intervenuta successivamente alla proposizione della domanda (avutasi con citazione del marzo 2002), cui l’art. 5 c.p.c. impedisce di dare rilievo.

Ne consegue, pertanto, che la Corte di appello non avrebbe potuto affermare il difetto di giurisdizione ordinaria in favore di quella contabile, ma avrebbe dovuto accertare la fondatezza o meno della autonoma domanda di manleva proposta dall’Azienda Ospedaliera nei confronti del proprio sanitario, del quale, peraltro, neppure risulta intervenuta condanna in sede contabile.

Il Collegio ha, dunque, accolto il ricorso e dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario sull’azione di rivalsa promossa dall’Azienda USL di Frosinone, con conseguente cassazione della sentenza impugnata e rinvio della causa alla Corte di appello di Roma.

Vai al testo integrale della decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezioni Unite Civile, sentenza del 12 ottobre 2020, n. 21992

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

    One thought on “Responsabilità medica: la manleva della ASL verso il proprio dipendente dinanzi al giudice ordinario

    Arricchisci l'argomento con un tuo commento!

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    error: Il contenuto è protetto!