Responsabilità colposa da sinistri stradali e comportamento colposo del pedone investito

In tema di responsabilità colposa da sinistri stradali, che l’obbligo di moderare adeguatamente la velocità, in relazione alle caratteristiche del veicolo ed alle condizioni ambientali, va inteso nel senso che il conducente deve essere in grado di padroneggiare il veicolo in ogni situazione, tenendo altresì conto di eventuali imprudenze altrui, purché ragionevolmente prevedibili.

In sostanza, il comportamento colposo del pedone investito dal conducente di un veicolo costituisce mera concausa dell’evento lesivo, che non esclude la responsabilità del conducente e può costituire causa sopravvenuta, da sola sufficiente a determinare l’evento, soltanto nel caso in cui risulti del tutto eccezionale, atipico, non previsto né prevedibile, cioè quando il conducente si sia trovato, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di avvistare il pedone ed osservarne per tempo i movimenti, che risultino attuati in modo rapido, inatteso ed imprevedibile.

I principi di diritto sono stati richiamati e fatti propri dalla Corte di cassazione, Sezione 4 Penale, con la sentenza del 3 maggio 2021, n. 16694, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato la decisione della Corte d’appello di Napoli.

La vicenda

La pronuncia di legittimità qui in esame ha avuto origine dalla decisione del 2019 della Corte d’Appello di Napoli che ha confermato la sentenza del Tribunale di Benevento, appellata dall’imputato Caio Pompeo, con la quale costui era stato condannato per il reato di omicidio colposo aggravato, perché nell’aprile 2011 – alla guida di un’autovettura – per imperizia, negligenza e imprudenza e per violazione delle norme disciplinanti la circolazione stradale, nel corso di una manovra di svolta a destra per immettersi in altra via, procedendo con velocità non commisurata alle circostanze (curva con visuale non libera, intersezione presegnalata con obbligo di arresto, zona urbana con presenza di caseggiati a bordo strada, _ assenza di marciapiedi), ometteva l’obbligo di arrestarsi, ponendosi in condizioni di non poter evitare il pedone Sempronio che, provenendo da destra, gli attraversava la strada, in zona sprovvista di appositi passaggi o, comunque, non sufficientemente segnalata, in tal modo concorrendo a cagionare al predetto lesioni personali gravissime a seguito delle quali decedeva nel novembre 2011.

Rispetto alle censure dell’imputato la Corte d’appello sulla base della dinamica degli eventi evidenziatasi nel corso di causa aveva accertato, in particolare, che la velocità del mezzo condotto da Caio Pompeo, pur formalmente osservante dei limiti previsti per il tratto di strada impegnato, era stata prossima al massimo (ciò che ha desunto dalle tracce lasciate dalla vettura) e, dunque, non adeguata alle condizioni della strada (come descritte in imputazione).

Quanto al comportamento della vittima, il giudice d’appello ha escluso che lo stesso costituisse causa eccezionale, atipica, imprevista e imprevedibile, da sola sufficiente a produrre l’evento, e neppure tale da configurare il caso fortuito o la forza maggiore invocati a difesa, richiamando la insufficienza dell’osservanza della regola cautelare specifica, nei casi in cui esistano circostanze concrete che la rendano inidonea, come avvenuto nel caso di specie.

Avverso la sentenza d’appello ha proposto ricorso l’imputato, mediante difesa di fiducia, formulando due motivi di censura.

I motivi di ricorso

Con il secondo motivo, la parte ha dedotto violazione di legge con riferimento alla valutazione della sussistenza del caso fortuito o della forza maggiore, ravvisabile nel comportamento del pedone, del tutto imprevedibile e ingovernabile.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata sentenza n. 16694 del 3 maggio 2021, ha ritenuto il motivo inammissibile e non fondato e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Ha puntualizzato il Collegio che le censure del ricorrente hanno riproposto quelle già rassegnate al vaglio del giudice di merito al netto del necessario confronto con le risposte affidate alla motivazione, del tutto coerenti con i principi più volte affermati dalla Suprema Corte in ordine alla verifica dell’addebito colposo per inosservanza delle norme sulla circolazione stradale.

Infatti, è stato già ampiamente spiegato, in tema di responsabilità colposa da sinistri stradali, che l’obbligo di moderare adeguatamente la velocità, in relazione alle caratteristiche del veicolo ed alle condizioni ambientali, va inteso nel senso che il conducente deve essere in grado di padroneggiare il veicolo in ogni situazione, tenendo altresì conto di eventuali imprudenze altrui, purché ragionevolmente prevedibili (cfr. Corte di cassazione, Sez. 4 n. 25552 del 27/4/2017, Luciano, Rv. 270176 in fattispecie in cui la Corte ha ritenuto ragionevolmente prevedibile la presenza, di sera, in una strada cittadina poco illuminata, in un punto situato nei pressi di una fermata della metropolitana, di persone intente all’attraversamento pedonale nonostante l’insistenza “in loco” di apposito sottopassaggio; ed anche Corte di cassazione, Sez. 4 n. 12260 del 9/1/2015, Moccia e altro, Rv. 263010, in fattispecie in cui la Corte ha annullato la sentenza con la quale era stata esclusa la responsabilità del guidatore per omicidio colposo di un pedone, il quale, sceso dalla portiera anteriore dell’autobus in sosta lungo il lato destro della carreggiata, era passato davanti all’automezzo ed era stato investito dall’imputato, che aveva rispettato il limite di velocità ma non aveva provveduto a moderarla in ragione delle condizioni spazio-temporali di guida e, segnatamente, della presenza in sosta del pullman).

Anche sul principio di affidamento (che parte ricorrente sembra implicitamente evocare), deve richiamarsi il consolidato orientamento di questa sezione penale.

In tema di reati commessi con violazione di norme sulla circolazione stradale, si è infatti chiarito che esso trova opportuno temperamento nell’opposto principio secondo il quale l’utente della strada è responsabile anche del comportamento imprudente altrui, purché rientri nel limite della prevedibilità (cfr. Corte di cassazione, Sez. 4 n. 27513 del 10/5/2017, Mulas, Rv. 269997; Corte di cassazione, n. 5691 del 2/2/2016, Tettamanti, Rv. 265981; Corte di cassazione, n. 7664 del 6/12/2017, dep. 2018, Bonfrisco, Rv. 272223; Corte di cassazione, n. 8090 del 15/11/2013, dep. 2014, P.M. in proc. Saporito, Rv. 259277; Corte di cassazione, n. 32202 del 15/7/2010, Filippi, Rv. 248354, in cui si è chiarito che costituisce di per sé condotta negligente l’aver riposto fiducia nel fatto che gli altri utenti della strada si attengano alle prescrizioni del legislatore, poiché le norme sulla circolazione stradale impongono severi doveri di prudenza e diligenza proprio per far fronte a situazioni di pericolo, determinate anche da comportamenti irresponsabili altrui, se prevedibili).

Ciò in quanto il comportamento colposo del pedone investito dal conducente di un veicolo costituisce mera concausa dell’evento lesivo, che non esclude la responsabilità del conducente e può costituire causa sopravvenuta, da sola sufficiente a determinare l’evento, soltanto nel caso in cui risulti del tutto eccezionale, atipico, non previsto né prevedibile, cioè quando il conducente si sia trovato, per motivi estranei a ogni suo obbligo di diligenza, nella oggettiva impossibilità di avvistare il pedone ed osservarne per tempo i movimenti, che risultino attuati in modo rapido, inatteso ed imprevedibile (cfr. Corte di cassazione, Sez. 4 n. 23309 del 29/4/2011, Rv. 250695).

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 4 Penale, sentenza del 3 maggio 2021, n. 16694

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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