Non applicabile la “quarantena” all’avvocato campano che ha impegni professionali improcrastinabili



La misura della “quarantena fiduciaria” imposta dalla Regione Campania può essere disapplicata qualora il trasgressore del divieto di circolazione per motivi di sorveglianza sanitaria, abbia impegni professionali improcrastinabili.


Lo ha stabilito il Tar Napoli, con il decreto monocratico cautelare n. 433 del 20 marzo 2020      accogliendo il ricorso del professionista (avvocato) stabilendo che la misura della quarantena fiduciaria imposta dalla Regione Campania può essere disapplicata qualora il trasgressore del divieto di circolazione per motivi di sorveglianza sanitaria, abbia impegni professionali improcrastinabili.

La vicenda

Sempronio Belisario ha impugnato, con conseguente richiesta di risarcimento dei danni:

  1. il provvedimento di contestazione emesso dalla Legione dei Carabinieri di Casal di Principe il giorno 17.3.2020 nonché del provvedimento di “atto di diffida e messa in quarantena” disposta a decorrere dal 18.3.2020 per giorni 14 e quindi sino al giorno 1.4.2020 compreso.
  2. l’Ordinanza n. 15 del 13 marzo 2020 del Presidente della Giunta regionale della Campania (BURC n. 35 del 13 marzo 2020);
  3. del Chiarimento n. 6 del 14 marzo 2020 del Presidente della Giunta regionale della Campania (BURC n. 38 del 14 marzo 2020);
Il giudice, considerata la verosimiglianza di quanto dedotto dal ricorrente sulla essenzialità del percorso seguito da casa al tabaccaio, ha così accolto in via cautelare il ricorso di un avvocato che nel periodo di quarantena doveva recarsi in udienza sia nella propria città che in altra regione.

Le norme

Con l’Ordinanza n. 15 del 13 marzo 2020 il Presidente della Regione Campania ha emanato “ulteriori” misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. In particolare l’Ordinanza stabilisce che su tutto il territorio regionale è fatto obbligo ai cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni. Sono consentiti esclusivamente spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero da motivi di salute.

L’Ordinanza precisa che sono considerate situazioni di necessità quelle correlate ad esigenze primarie delle persone e degli animali d’affezione, per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora.

Dopo aver regolamentato una ulteriore limitata casistica di possibile presenza di un accompagnatore (grave stato di salute, motivi di lavoro purché di persone dello stesso nucleo familiare), l’Ordinanza richiama le sanzioni da inosservanza delle suddette prescrizioni. In primis viene richiamato l’articolo 650 del codice penale. Disposizione penale già menzionata dal D.L del 23 febbraio n. 6 recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il successivo DPCM 8 marzo 2020 all’articolo 4 ribadisce che salvo che il fatto costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, come disciplinato dall’art. 3, comma 4, del citato decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6.

In particolare il più volte richiamato art. 650 del codice penale stabilisce che chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito – se il fatto non costituisce un più grave reato – con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro.

Appare quindi evidente che il comportamento “sanzionato” è l’inottemperanza di uno provvedimento speciale, posto in essere a tutela di interessi collettivi collegati a imprescindibili scopi di ordine pubblico e sicurezza.

Ma a ben vedere l’Ordinanza regionale campana aggiunge alle prescrizioni penali citate dal Decreto Legge e dal DPCM, un quid pluris tutto suo: la trasgressione degli obblighi prescritti comporta altresì “per l’esposizione al rischio di contagio del trasgressore”, l’obbligo di segnalazione al competente Dipartimento di prevenzione dell’ASL e “l’obbligo immediato per il trasgressore medesimo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per quattordici giorni, con divieto di contatti sociali” e di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza. Infine l’Ordinanza regionale campana aggiunge che anche l’inosservanza della suddetta “quarantena fiduciaria” comporta le sanzioni penali di cui al rammentato articolo 650 del codice penale.

La decisione 

Il Tar Napoli, mediante il menzionato provvedimento n. 433 del 2020, ha ritenuto il ricorso fondato e lo ha accolto.

La misura della “quarantena fiduciaria” imposta dalla Regione può essere “disapplicata” qualora il trasgressore del divieto di circolazione (per motivi di sorveglianza sanitaria), abbia impegni professionali evidentemente improcrastinabili.

Nel caso di specie, il Tar partenopeo ha deciso che allo stato degli atti in suo possesso, sussiste la verosimiglianza di quanto dedotto dal ricorrente in esito alla essenzialità del percorso seguito dalla propria abitazione per l’approvvigionamento presso il punto di distribuzione automatico di “tabacchi”.

Ciò si accompagna alla sussistenza di adeguata prova con riferimento agli impegni professionali relativi ai giudizi pendenti presso il Tribunale della città di residenza e persino presso un Tribunale fuori regione di residenza del ricorrente.

Il tutto legato alla comparizione processuale di alcuni imputati, assistiti dall’avvocato ricorrente. E si badi bene, ciò durante il decorso dei quattordici giorni di quarantena fiduciaria “per l’esposizione al rischio di contagio del trasgressore” oggetto di sanzione regionale.

Scarica il testo integrale (pdf)

Tar Napoli, con il decreto monocratico cautelare n. 433 del 20 marzo 2020



Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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