Precetto fondato su decreto ingiuntivo esecutivo per mancata opposizione: no nuova notifica del monitorio

Il precetto fondato su decreto ingiuntivo divenuto esecutivo per mancata opposizione non deve essere preceduto da un’ulteriore notifica del provvedimento monitorio, ma deve fare menzione del provvedimento che ha disposto l’esecutorietà e dell’apposizione della formula esecutiva (ex art. 634, comma 2, c.p.c.), nonché della data di notifica dell’ingiunzione (ex art. 480, comma 2, c.p.c.).

I suddetti elementi formali sono prescritti, a pena di nullità dell’atto di precetto, allo scopo di consentire all’intimato l’individuazione inequivoca dell’obbligazione da adempiere e del titolo esecutivo azionato, sicché la loro omissione (nella specie, l’indicazione della data di notificazione del decreto ingiuntivo) non comporta l’invalidità dell’intimazione qualora sia stato comunque raggiunto lo scopo dell’atto e, cioè, il debitore sia stato messo in condizione di conoscere con esattezza chi sia il creditore, quale sia il credito di cui si chiede conto e quale il titolo che lo sorregge.

Il principio di diritto è stato richiamato e fatto proprio dalla Corte di cassazione, Sezione VI Civile, con l’ordinanza del 3 dicembre 2020, n. 27607, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato la decisione del Tribunale di Bari.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che il Tribunale di Bari, con la sentenza n. 1272 del 2019, resa in causa incardinata da Caio Terenzio ai sensi dell’art. 617, comma 2, cod. proc. civile, ha rigettato l’opposizione agli atti esecutivi nei confronti dell’Ente Alfa.

La decisione è stata fatta oggetto di ricorso per la cassazione da parte di Caio Terenzio, con atto fondato su due motivi.

I motivi di ricorso

Il ricorrente con il primo motivo ha dedotto la violazione e falsa applicazione di legge in riferimento agli articoli n. 654, 479, 156 c.p.c., avendo il Giudice erroneamente ritenuto sanabile ex art. 156 c.p. c. la nullità del precetto asserendo che, comunque, nello stesso non sarebbero ravvisabili le carenze lamentate».

Il motiva, nella sostanza, lamentava la mancata indicazione nel precetto del provvedimento che aveva dichiarato l’esecutorietà del decreto ingiuntivo.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 27607 del 3 dicembre 2020, ha ritenuto il motivo non fondato e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Sul punto di doglianza il Collegio preliminarmente ha precisato che il testo del precetto, privo della detta indicazione, non è in alcun modo riportato o trascritto in atto (ricorso), con la conseguenza che il ricorso difetta di adeguata indicazione di cui all’art. 366, comma 1, n. 6, cod. proc. Civile.

Nondimeno il Collegio ha osservato – richiamando il recente orientamento espresso dalla Suprema Corte (Corte di cassazione, sentenza del 28 gennaio 2020, n. 1928, Rv. 656889 – 01) – che «Il precetto fondato su decreto ingiuntivo divenuto esecutivo per mancata opposizione non deve essere preceduto da un’ulteriore notifica del provvedimento monitorio, ma deve fare menzione del provvedimento che ha disposto l’esecutorietà e dell’apposizione della formula esecutiva (ex art. 634, comma 2, c.p.c.), nonché della data di notifica dell’ingiunzione (ex art. 480, comma 2, c.p.c.).

I suddetti elementi formali sono prescritti, a pena di nullità dell’atto di precetto, allo scopo di consentire all’intimato l’individuazione inequivoca dell’obbligazione da adempiere e del titolo esecutivo azionato, sicché la loro omissione (nella specie, l’indicazione della data di notificazione del decreto ingiuntivo) non comporta l’invalidità dell’intimazione qualora sia stato comunque raggiunto lo scopo dell’atto e, cioè, il debitore sia stato messo in condizione di conoscere con esattezza chi sia il creditore, quale sia il credito di cui si chiede conto e quale il titolo che lo sorregge».

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione VI Civile, ordinanza del 3 dicembre 2020, n. 27607

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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