Praticanti avvocati “semplici” e “abilitati”: effetti della scadenza del sessennio di abilitazione al patrocinio

Alla scadenza del termine dei 6 anni previsto dall’art. 8 RDL 1578/1933, il COA può legittimamente provvedere alla cancellazione dell’iscritto dal relativo registro speciale dei praticanti abilitati, ma non da quello dei praticanti avvocati semplici, giacché tale ultima iscrizione può permanere (se e) fin quando l’iscritto non superi l’esame di abilitazione, potendo egli proseguire lo svolgimento della pratica, sebbene privo dello ius postulandi, senza limiti temporali. Una eventuale norma regolamentare del COA, che prevedesse il suddetto limite temporale quale presupposto della cancellazione tout court sarebbe illegittima e, come tale, dovrebbe essere disapplicata.

Il principio è stato affermato dal Consiglio Nazionale Forense, con la sentenza del 3 agosto 2020, n. 150, mediante la quale ha accolto il ricorso del praticante e annullato il provvedimento di cancellazione del COA di Milano.

La vicenda

La pronuncia del CNF ha avuto origine dalla decisione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano che ha disposto la cancellazione del dott. Caio Tarquinio dal registro dei praticanti semplici a seguito della scadenza del sessennio per l’esercizio del patrocinio senza che lo stesso abbia conseguito l’abilitazione statale avendo riscontrato che “Caio risultava iscritto nel detto albo dal 21.10.2010 e affermando che fossero “ampiamente scaduti i termini dell’abilitazione (22.10.2017)”.

La decisione del COA veniva impugnata dal dott. Caio Tarquinio con atto fondato su tre motivi.

I motivi di ricorso

Con il primo motivo il ricorrente, a mezzo procuratore abilitato, ha denunciato l’erroneo richiamo a fondamento del provvedimento impugnato degli art. 17 comma 10 lett. B) e 11 L. 247/2012 nonché art. 8 RDL 1578/33 e 10 L 242/88 in quanto tali norme non prevedono alcun limite temporale applicabile alla iscrizione nel registro da parte del praticante non abilitato come confermato da giurisprudenza sia del CNF che della SC che viene richiamata.

Con il secondo motivo ha denunciata la carenza assoluta di motivazione della delibera di cancellazione del COA di Milano che si limita al mero richiamo del dato normativo che dato che
presenta in sé elementi di contraddizione.

Con il terzo motivo infine ha denunciato l’avvenuta violazione da parte del COA di Milano dell’art. 17 comma 12 L. 247/2012 per il mancato rispetto della previsione che vuole la concessione all’iscritto di termine per osservazioni.

La decisione in sintesi

Il Consiflio Nazionale Forense, mediante la menzionata sentenza n. 150 del 2020, ha ritenuto i motivi fondati e ha accolto il ricorso.

La motivazione

Il Consiglio ha rilevato che come correttamente argomentato nel ricorso, l’art. 8 RDL 1578/1933 individua il limite temporale di sei anni per la permanenza nel registro per la sola iscrizione dei praticanti avvocati abilitati mentre non prevede alcuna durata massima dell’iscrizione per i praticanti avvocati semplici ben potendo permanere per il praticante l’interesse al mantenimento dell’iscrizione in tale registro (anche nell’ipotesi di sua intervenuta cancellazione per decorso del termine nel registro dei praticanti abilitati) oltre il sessennio e sino al conseguimento del titolo abilitativo all’esercizio della professione.

In tal senso si è sempre pronunciato sia il Consiglio Nazionale Forense (“Alla scadenza del termine dei 6 anni previsto dall’art. 8 RDL 1578/1933, il COA può legittimamente provvedere alla
cancellazione dell’iscritto dal relativo registro speciale dei praticanti abilitati, ma non da quello dei praticanti avvocati semplici, giacché tale ultima iscrizione può permanere (se e) fin quando
l’iscritto non superi l’esame di abilitazione, potendo egli proseguire lo svolgimento della pratica, sebbene privo dello ius postulandi, senza limiti temporali” (CNF sentenza del 3 agosto 2017, n.
107 e in senso conforme CNF sentenza del 11 novembre 2015, n. 169) che la Suprema Corte a SS.UU (per tutte da ultimo Corte di Cassazione, SS.UU, sentenza n. 26704 del 23 ottobre 2018 e in senso conforme: Corte di cassazione, SS.UU. Civ. 30.6.2008, n. 17761).

Tale giurisprudenza deve essere riaffermata in assenza di specifica previsione normativa che contempli la possibilità della cancellazione dal registro dei praticanti di coloro che non abbiano
richiesto l’abilitazione al patrocinio come di coloro che abbiano visto decadere il loro limitato ius postulandi per decorso dei sei anni .

In conclusione, l’assenza di una disposizione di legge limitativa temporalmente alla durata all’iscrizione nel Registro dei praticanti Avvocati, comporta l’illegittimità della cancellazione disposta nei confronti del dott. Caio tarquinio da parte del COA di Milano.

Vai alla decisione

Ecco il link a: Consiglio Nazionale Forense (pres. Masi, rel. Corona), con la sentenza del 3 agosto 2020, n. 150

 

 

 

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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