Opposizione a decreto ingiuntivo e controcredito in compensazione controverso

In tema di compensazione dei crediti, se è controversa, nel medesimo giudizio instaurato dal creditore principale o in altro già pendente, l’esistenza del controcredito opposto in compensazione, il giudice non può pronunciare la compensazione, neppure quella giudiziale, perché quest’ultima, ex art. 1243, comma 2, c.c., presuppone l’accertamento del controcredito da parte del giudice dinanzi al quale è fatta valere, mentre non può fondarsi su un credito la cui esistenza dipenda dall’esito di un separato giudizio in corso e prima che il relativo accertamento sia divenuto definitivo: in tale ipotesi, resta pertanto esclusa la possibilità di disporre la sospensione della decisione sul credito oggetto della domanda principale, ed è parimenti preclusa l’invocabilità della sospensione contemplata in via generale dall’art. 295 c.p.c. o dall’art. 337, comma 2, c.p.c., in considerazione della prevalenza della disciplina speciale dell’art. 1243 c.c.

E’ quanto ha stabilito la Corte di cassazione, Sezione VI Civile, con l’ordinanza del 29 dicembre 2020, n. 29814, mediante la quale ha accolto il ricorso per regolamento di competenza, cassato l’ordinanza impugnata e disposto la prosecuzione del giudizio avanti al Tribunale di Pescara.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che il Tribunale di Pescara ha disposto la sospensione ex art. 295 c.p.c. del giudizio di opposizione introdotto da Alphabeto S.p.a. avverso il decreto ingiuntivo pronunciato, in danno della medesima, su ricorso di Zeta Costruzioni S.a.s.

Il Tribunale ha ritenuto pregiudiziale alla decisione della causa devoluta alla propria cognizione la definizione di altro procedimento, introdotto avanti al Tribunale di Venezia: procedimento avente ad oggetto la domanda di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale avanzata da Alphabeto nei confronti dell’opposta, oltre che di una società terza.

Tenuto conto che il credito risarcitorio era stato eccepito in compensazione nel giudizio avanti a sé pendente, il Tribunale di Pescara ha osservato, tra l’altro, che «la decisione sull’an dell’adempimento contrattuale costituiva antecedente logico necessario» ed era perciò atta a condizionare la pronuncia sull’ammontare «della (eventuale) compensazione tra credito ingiunto e credito opposto (influenzando la statuizione del giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo come eccezione riconvenzionale)».

Avverso l’ordinanza resa dal Tribunale di Pescara la Zeta Costruzioni ha proposto ricorso per regolamento di competenza.

Il motivo di ricorso

La ricorrente ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c., negando che la mancata sospensione del giudizio determini rischio di un contrasto di giudicati e rilevando, in particolare, come il Tribunale di Pescara non dovesse effettuare alcuna valutazione in ordine alla fondatezza della pretesa creditoria azionata da controparte avanti al Tribunale di Venezia: pretesa afferente un credito non certo, non liquido e non esigibile.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 29814 del 2020, ha ritenuto il motivo fondato e ha accolto il ricorso, cassato l’ordinanza impugnata e disposto la prosecuzione del giudizio avanti al Tribunale di Pescara.

La motivazione

Sul punto il Collegio ha osservato che in tema di compensazione dei crediti, se è controversa, nel medesimo giudizio instaurato dal creditore principale o in altro già pendente, l’esistenza del controcredito opposto in compensazione, il giudice non può pronunciare la compensazione, neppure quella giudiziale, perché quest’ultima, ex art. 1243, comma 2, c.c., presuppone l’accertamento del controcredito da parte del giudice dinanzi al quale è fatta valere, mentre non può fondarsi su un credito la cui esistenza dipenda dall’esito di un separato giudizio in corso e prima che il relativo accertamento sia divenuto definitivo: in tale ipotesi, resta pertanto esclusa la possibilità di disporre la sospensione della decisione sul credito oggetto della domanda principale, ed è parimenti preclusa l’invocabilità della sospensione contemplata in via generale dall’art. 295 c.p.c. o dall’art. 337, comma 2, c.p.c., in considerazione della prevalenza della disciplina speciale dell’art. 1243 c.c. (Corte di cassazione, Sez. Un. 15 novembre 2016, n. 23225; cfr. pure Corte di cassazione, 4 dicembre 2018, n. 31359).

Assume in altri termini rilievo dirimente, ai fini della risoluzione della questione devoluta al Collegio, il fatto che la compensazione — legale o giudiziale che sia — rimane impedita tutte le volte in cui il credito opposto in compensazione sia controverso in diverso giudizio non ancora definito, risultando a tal fine irrilevante finanche la sentenza di merito o il provvedimento di condanna, anche se immediatamente esecutivi, emessi in quel giudizio: questi ultimi, infatti, non consentono di ritenere integrato il requisito della definitività dell’accertamento, e dunque della certezza del controcredito (Corte di cassazione, 24 aprile 2019, n. 11196; Corte di cassazione, 14 febbraio 2019, n. 4313).

Una volta escluso che il credito sub judice possa essere opposto in compensazione, è evidente che nessuna relazione di pregiudizialità possa stabilirsi tra i due procedimenti che qui vengono in discorso.

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione VI Civile, ordinanza del 29 dicembre 2020, n. 29814

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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