Omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese: il rimedio esperibile è la “correzione degli errori materiali”

In caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un’espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 cod. proc. civ., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 21 gennaio 2021, n. 1127, mediante la quale ha accolto il ricorso e disposto la correzione.

La vicenda

La pronuncia ha avuto origine dal fatto che l’Avv. Giovenale Muzio, quale procuratore e difensore di Mevio, ha proposto ricorso per correzione di errore materiale della sentenza n. 13610/2019, con cui la Cassazione, nel dichiarare inammissibile il ricorso proposto da Bruto nei confronti di Mevio e avverso la sentenza della Corte di appello di Ancona, ha condannato Bruto alle spese in favore del controricorrente, omettendo tuttavia di distrarle in favore del predetto difensore di Mevio, che ne aveva fatto istanza.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 1127 del 2021, ha accolto il ricorso disponendo che il dispositivo della sentenza della Corte n. 13610/2019, sia corretto aggiungendo « da distrarsi in favore dell’Avv. Giovenale Muzio ex art. 93 cod. proc. civ.» dopo le parole «agli accessori di legge».

La motivazione

Ha rilevato sul punto il Collegio che in caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un’espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 cod. proc. civ., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma.

La procedura di correzione, oltre ad essere in linea con il disposto dell’art. 93, secondo comma, cod. proc. civ. — che ad essa si richiama per il caso in cui la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore per onorari e spese — consente il migliore rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, garantisce con maggiore rapidità lo scopo del difensore distrattario di ottenere un titolo esecutivo ed è un rimedio applicabile, ai sensi dell’art. 391-bis cod. proc. civ., anche nei confronti delle pronunce della Corte di cassazione (Corte di cassazione,, sez. un., 7/07/2010, n. 16037; Corte di cassazione,, 10/01/2011, n. 293; Corte di cassazione,, ord., 11/04/2014, n. 8578).

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Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, ordinanza del 21 gennaio 2021, n. 1127

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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