Omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore: il rimedio processuale esperibile

In caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un’espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 cod. proc. civ., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi quale domanda autonoma.

E’ quanto ha stabilito la Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 25 febbraio 2021, n. 5151, mediante la quale ha accolto il ricorso e corretto la decisione prevedendo l’aggiunta nel dispositivo della distrazione delle spese ed onorari in favore dell’avvocato dichiaratosi antistatario.

La vicenda

La pronuncia di legittimità in esame ha avuto origine dal fatto che Nevio Fulgenzio ha proposto ricorso per la correzione materiale dell’ordinanza n. 3918 del 2020, con cui la Corte di cassazione, nel rigettare il ricorso proposto dall’Azienda Sanitaria Alfa avverso la sentenza della Corte d’appello di Campobasso n.116/2014, ha condannato l’Ente alla rifusione delle spese di lite, omettendo, tuttavia, di disporre la distrazione in favore del difensore della parte vittoriosa, che ne aveva fatto istanza.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 5151 del 2021, ha ritenuto il ricorso fondato e lo ha accolto.

La motivazione

All’esame degli atti di causa risulta che nell’originario ricorso per cassazione era stata chiesta la distrazione delle spese, ex art. 93 cod. proc. civ. in favore del difensore.

Pertanto, in conformità alla consolidata giurisprudenza della Corte (Sez. Un. n.16037 del 2010), in caso di omessa pronuncia sull’istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un’espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 cod. proc. civ., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi quale domanda autonoma.

La procedura di correzione, oltre ad essere in linea con il disposto dell’art. 93, secondo comma, cod. proc. cív. – che ad essa si richiama per il caso in cui la parte dimostri di aver soddisfatto il credito del difensore per onorari e spese – consente il migliore rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, garantisce con maggiore rapidità lo scopo del difensore distrattario di ottenere un titolo esecutivo ed è un rimedio applicabile ai sensi dell’art. 391 bis cod. proc. civ., anche nei confronti delle pronunce della Corte di Cassazione.

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, ordinanza del 25 febbraio 2021, n. 5151

 

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

    Arricchisci l'argomento con un tuo commento!

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    error: Il contenuto è protetto!