No al risarcimento se l’utente danneggiato poteva percepire o prevedere, con l’ordinaria diligenza, la situazione di pericolo

L’ente proprietario d’una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo.

Nel compiere tale ultima valutazione, si dovrà tener conto che quanto più questo è suscettibile di essere previsto e superato attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all’ente e l’evento dannoso.

Il principio di diritto è stato riaffermato dalla Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 3 febbraio 2021, n. 2525, mediante la quale ha rigettato il ricorso poiché inammissibile.

La vicenda

La pronuncia di legittimità in esame ha avuto origine dal fatto che Renzo Pompeo convenne in giudizio, dinanzi al Giudice di pace, il Comune di Utopia, esponendo che la moglie, alla guida dell’autovettura di sua proprietà, aveva percorso una strada comunale il cui fondo era dissestato da una profonda buca, con conseguenti gravi danni all’autovettura, che non era più potuta ripartire dopo essere incorsa nell’avvallamento.

Il Giudice di pace di Treviso rigettò la domanda. Avendo la parte soccombente in prime cure interposto appello, il Tribunale di Treviso, in funzione di giudice d’appello, con sentenza n. 2573 del 2018, ha confermato la decisione di primo grado.

Per la cassazione della decisione d’appello il Pompeo ha proposto ricorso con atto affidato a due motivi.

I motivi di ricorso

Con il primo motivo il ricorrente ha dedotto la violazione e (o) falsa applicazione degli artt. 2051 e 2697 cod. Civile.

Con il secondo motivo il ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 2051 e 1227, comma 1, cod. Civile.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 2525 del 2021, ha ritenuto i motivi inammissibili e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Ha puntualizzato il Collegio che i motivi di ricorso, sebbene formulati con riferimento al parametro della violazione e (o) falsa applicazione, di norme di diritto, tendono ad una rivalutazione dell’apprezzamento giudiziale che, viceversa, è coerente con la l’interpretazione di legittimità dell’art. 2051 e dell’art. 1227, comma 1, cod. civile.

L’opinamento di entrambi i giudici di merito è stato nel senso che la strada comunale di Utopia era adibita, notoriamente, ad uso di mezzi agricoli e l’incidente era avvenuto dopo circa duecento metri di percorrenza da parte dell’autovettura condotta da Mevia Pompeo, con la conseguenza che il grado di prudenza della conduttrice dell’autovettura non era adeguata, atteso che la strada risultava essere dissestata e, quindi, sarebbe stata opportuna una particolare prudenza nel percorrerla.

A dire del Collegio la motivazione della sentenza d’appello impugnata è coerente con l’orientamento in materia della Cassazione (oramai risalente e del quale non constano significative evoluzioni, sì veda Corte di cassazione, n. 23919 del 22/10/2013 Rv. 629108 – 01, la quale nel caso al suo esame ha ritenuto che non operasse la presunzione di responsabilità a carico dell’ente ex art. 2051 cod. civ., in un caso di sinistro stradale causato da una buca presente sul manto stradale, atteso che il conducente danneggiato era a conoscenza dell’esistenza delle buche, per cui avrebbe dovuto tenere un comportamento idoneo ad evitarle):

«L’ente proprietario d’una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo.

Nel compiere tale ultima valutazione, si dovrà tener conto che quanto più questo è suscettibile di essere previsto e superato attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all’ente e l’evento dannoso».

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, ordinanza del 3 febbraio 2021, n. 2525

 

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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