Nessun risarcimento per la caduta in piazza in pieno giorno: disattenzione del pedone e caso fortuito

Legittima la decisione del giudice del merito che ha negato il risarcimento del danno conseguente a caduta del pedone nella pubblica piazza a causa di un dislivello ivi presente, avendo accertato che nelle circostanze di tempo e luogo indicate l’evento (la caduta) era da imputare esclusivamente ad una sua disattenzione dello stesso pedone, pienamente idonea ad integrare il caso fortuito.

E’ quanto ha stabilito la Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 23 dicembre 2020, n. 29435, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato la decisione della Corte d’appello di Brescia.

La vicenda

La pronuncia di legittimità in esame ha avuto origine dal fatto che Andreina Fulgenzio convenne in giudizio il Comune di Utopia, davanti al Tribunale di Brescia, chiedendo che fosse condannato al risarcimento dei danni da lei patiti in conseguenza della caduta avvenuta a causa della presenza di un dislivello nella pavimentazione esistente nella centrale Piazza Bella di Utopia.

Il Tribunale di Brescia, svolta prova per interpello e per testimoni e disposto l’espletamento di una c.t.u., accolse la domanda e condannò il Comune al risarcimento dei danni liquidati nella somma di euro 4.349, nonché al pagamento delle spese di giudizio.

La pronuncia è stata appellata dal Comune soccombente e la Corte d’appello di Brescia, con sentenza n. 1737 del 2018, ha accolto il gravame e, in riforma della decisione impugnata, ha rigettato la domanda della danneggiata, condannandola alla rifusione delle spese dei due gradi di giudizio.

Contro la sentenza della Corte d’appello di Brescia Andreina Fulgenzio ha proposto ricorso per la cassazione, con atto affidato a due motivi.

I motivi di ricorso

Con il primo motivo di ricorso la ricorrente ha lamentato, in riferimento all’art. 360, primo comma, n. 5), cod. proc. civ., omesso esame di un fatto decisivo che è stato oggetto di discussione tra le parti, sul rilievo che la sentenza avrebbe erroneamente omesso di considerare la circostanza pacifica, che assumeva il carattere del fatto notorio, per cui su quel medesimo tratto di marciapiede si erano verificate numerose cadute, come dimostrato da numerosi articoli della stampa locale non fatti oggetto di alcuna contestazione.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 29435 del 2020, ha ritenuto il motivo non fondato e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Sul punto il Collegio ha ritenuto opportuno premettere che la Suprema Corte, sottoponendo a revisione i principi sull’obbligo di custodia, ha stabilito, con le ordinanze 1° febbraio 2018, n. 2480 – in commento in: «RCA e responsabilità da cose in custodia: perdere il controllo del motorino esclude il “nesso”», n. 2481 – in commento in: «RCA e responsabilità da cose in custodia: la condotta imprudente del pedone esclude il “nesso”», n. 2482 – in commento in: «RCA e responsabilità da cose in custodia: il “caso fortuito” per i danni da eventi pluviometrici» e n. 2483, che in tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso, in applicazione, anche ufficiosa, dell’art. 1227, primo comma, cod. civ., richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall’art. 2 della Costituzione.

Ne consegue che, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisca un’evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l’esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro.

Volendo applicare il menzionato principio al caso in esame, il Collegio ha chiarito che la sentenza impugnata, con un accertamento congruamente motivato e privo di vizi logici e di contraddizioni, non suscettibile di ulteriore modifica in sede di controllo di legittimità, ha evidenziato che il dislivello in questione aveva un’altezza di circa 12 centimetri, conseguenti all’esecuzione di alcuni lavori di riqualificazione urbana della Piazza Bella.

Tanto premesso, la Corte d’appello ha rilevato che la colorazione della parte superiore del gradino-dislivello era ben differente rispetto a quella della parte inferiore e che le lastre della parte superiore erano anche poste con una striscia di direzione inversa rispetto a quelle del piano inferiore.

Detta differenza cromatica rendeva ben visibile il dislivello in una giornata di sole come quella in cui si era verificata la caduta ed era d’altronde pacifico come esso era in ottimo stato di manutenzione, dato il recente svolgimento dei lavori di riqualificazione.

Da tale premessa la Corte bresciana ha tratto la conclusione per cui la caduta della Fulgenzio era da imputare esclusivamente ad una sua disattenzione, pienamente idonea ad integrare il caso fortuito.

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, ordinanza del 23 dicembre 2020, n. 29435

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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