Mancato rilascio procura ad litem non integra l’assenza del mandato professionale

Cassata con rinvio la decisione del giudice del merito – che aveva rigettato l’opposizione al passivo fallimentare in considerazione della mancata prova del diritto – poiché il ritenuto mancato rilascio della procura ad litem non poteva esaurire l’accertamento circa l’esistenza del contratto di patrocinio. Il Tribunale avrebbe dovuto indagare se tale contratto potesse desumersi da altri elementi.

 

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, Sezione I Civile, con la sentenza del 13 ottobre 2020, n. 22048, mediante la quale ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la decisione del Tribunale di Foggia.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che l’avvocato Saverio Sallustio, proponeva opposizione allo stato passivo del fallimento dell’impresa individuale denominata Farmacia Sempronio con riferimento al proprio credito di euro 22.641,16.

Il credito concerneva il corrispettivo della prestazione professionale da lui asseritamente svolta in favore dell’imprenditore fallito e resa con riguardo a un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo che era stato trattato avanti al Tribunale di Foggia.

Deduceva l’opponente di aver svolto attività consistenti nello studio della causa, nella redazione dell’atto di citazione in opposizione e nella stesura delle memorie istruttorie.

Il Tribunale di Foggia, nel contraddittorio con la curatela, costituita in giudizio, respingeva l’opposizione, rilevando che il ricorrente non aveva fornito la prova del diritto posto a fondamento della propria domanda di insinuazione.

In particolare, aveva ritenuto essere insufficiente, a tal fine, la copia dell’atto di citazione in opposizione con l’indicazione del nominativo del difensore a margine, tenuto conto che il documento prodotto risultava essere difforme sia da quello depositato con la domanda di ammissione al passivo, sia da quello in possesso della curatela, nel quale compariva il nominativo di un diverso avvocato, e solo di quello.

Il decreto del giudice dell’opposizione è impugnato per cassazione da Saverio Sallustio con un ricorso articolato in quattro motivi, che è corredato di memoria.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, il ricorrente con il primo motivo ha lamentato l’omessa applicazione degli artt. 2230 e 2233 c.c., nonché la nullità della sentenza per violazione dell’art. 132, n. 4, c.p.c.

Il ricorrente ha osservato che la mancata dimostrazione della procura incide sulla sola riferibilità al cliente degli effetti dell’attività professionale svolta dal professionista: essa non spiegherebbe effetto, dunque, sulla prova del mandato professionale, che non esige la forma scritta.

Il Tribunale avrebbe quindi errato nel trascurare la documentazione della corrispondenza intercorsa tra lo stesso istante e il co-difensore, indicato nella procura ad litem: documentazione comprovante l’avvenuto conferimento dell’incarico professionale ad esso avvocato Sallustio, oltre che l’espletamento di tale incarico.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata sentenza n. 22048 del 2020, ha ritenuto il motivo fondato e ha accolto il ricorso cassando con rinvio a decisione impugnata.

La motivazione

Sul punto di doglianza il Collegio ha osservato che il Tribunale mostra di confondere il mandato professionale con la procura ad litem (sic!).

Mentre la procura ad litem è un negozio unilaterale con il quale il difensore viene investito del potere di rappresentare la parte in giudizio, il mandato sostanziale costituisce un negozio bilaterale (il contratto di patrocinio) con il quale il legale viene incaricato, secondo lo schema negoziale che è proprio del mandato, di svolgere la sua opera professionale in favore della parte; conseguentemente, ai fini della conclusione del contratto di patrocinio, non è indispensabile il rilascio di una procura ad litem, essendo questa richiesta solo per lo svolgimento dell’attività processuale (Corte di cassazione, 8 giugno 2017, n. 14276; Corte di cassazione, 16 giugno 2006, n. 13963).

Il mandato professionale può essere conferito anche in forma verbale, e la prova di esso può quindi darsi anche per testimoni (Corte di cassazione, 5 febbraio 2016, n. 2319 e Corte di cassazione, 25 febbraio 2011, n. 4705, con riferimento al mandato professionale per l’espletamento di attività di consulenza o di attività stragiudiziale), oltre che in via presuntiva, attraverso idonei indizi plurimi, precisi e concordanti (Corte di cassazione, 10 maggio 2004, n. 8850).

La procura alle liti, poi, può certamente essere rivelatrice del conferimento del mandato professionale ma è solo un indice presuntivo della sussistenza tra le parti dell’autonomo rapporto di patrocinio (Corte di cassazione, 11 marzo 2019, n. 6905).

Il ritenuto mancato rilascio della procura ad litem in favore dell’odierno ricorrente non poteva perciò esaurire l’accertamento circa l’esistenza del contratto di patrocinio. Il Tribunale avrebbe dovuto indagare se tale contratto potesse desumersi da altri elementi.

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione I Civile, sentenza del 13 ottobre 2020, n. 22048

 

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

    One thought on “Mancato rilascio procura ad litem non integra l’assenza del mandato professionale

    Arricchisci l'argomento con un tuo commento!

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    error: Il contenuto è protetto!