L’occupazione abusiva di alloggio popolare è reato



Il reato di occupazione abusiva si verifica nel momento stesso in cui avviene l’invasione dell’immobile, poiché si tratta di un reato istantaneo che ha termine solo nel momento in cui viene abbandonata l’abitazione. Il fatto che abbia in seguito regolarizzato la sua posizione di occupazione, rendendola non più abusiva, non ha alcuna rilevanza e non annulla il reato.




E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza  del 14 luglio 2014, n. 30890 mediante la quale ha rigettato il ricorso.

Questo articolo è stato aggiornato nel giugno 2019 (vedi paragrafo aggiornamento).

La vicenda

Con il citato provvedimento la Cassazione si è pronunciata in merito al ricorso presentato da una signora accusata di aver invaso e, in seguito occupato, un alloggio e, per tale motivo, condannata alla pena di 40 giorni di reclusione per il reato di cui all’art. 633 cod. pen. per avere arbitrariamente invaso, al fine di occuparlo o di trarne altrimenti profitto, un immobile sito in Lamezia Terme di proprietà dell’Italposte S.p.a.

La ricorrente si opponeva alla sentenza in quanto affermava che il reato di occupazione poteva considerarsi come non avvenuto, in quanto, in seguito aveva provveduto a regolarizzare la sua posizione di occupante abusiva richiedendo un regolare contratto di locazione.

Inoltre la ricorrente asseriva che l’occupazione dell’immobile non poteva considerarsi reato perché effettuata in stato necessità, così come stabilito dall’art. 54.

La sentenza degli Ermellini ha però rigettato il ricorso.

In primo luogo la Suprema Corte ha ricordato che il reato di occupazione abusiva si verifica nel momento stesso in cui avviene l’invasione dell’immobile, poiché si tratta di un reato istantaneo che ha termine solo nel momento in cui viene abbandonata l’abitazione. Il fatto che abbia in seguito regolarizzato la sua posizione di abusiva non ha alcuna rilevanza e non annulla il reato.

In secondo luogo è stata respinta anche l’affermazione che l’occupazione sia avvenuta in seguito allo stato di necessità. La ricorrente, adducendo come prova della sua indigenza il fatto che si avvalesse del patrocinio gratuito e che il suo nucleo familiare fosse composto di quattro persone (marito e due figli minori), in realtà non produceva alcuna documentazione atta a provare il suo effettivo stato di necessità.

A ciò si deve aggiungere che la Suprema Corte ha già avuto modo di precisare in casi che possono essere assimilati a quello che in questa sede ci occupa, che “l’occupazione “sine titulo” di un alloggio in proprietà dell’I.A.C.P. integra il reato di invasione arbitraria di edifici anche nell’ipotesi in cui l’occupante abbia presentato una regolare istanza di assegnazione dell’immobile ed il relativo procedimento non sia stato ancora definito” (Corte di Cassazione. Sezione II, sentenza del 8/3/2011, n. 12752) e persino nel caso in cui “l’occupante si sia autodenunciato onde ottenere la regolarizzazione della propria posizione ed abbia corrisposto regolarmente il canone di locazione” (Corte di Cassazione, Sezione II, sentenza del 25.09.2007,  n. 37139).

Aggiornamento

In tema di occupazione abusiva di alloggio popolare IACP  abbiamo commentato anche Corte di Cassazione, Sezione V Penale, con la sentenza del 5 dicembre 2017, n. 54695 in: «Occupazione illecita alloggio IACP: no alla scriminante dello stato di bisogno se non vi è “pericolo attuale”» ove, in riferimento all’invocata scriminante dello stato di necessità e bisogno del soggetto occupante sine titulo, in quanto senza lavoro e con una bambina di tre anno, è stato stabilito che: “l’illecita occupazione di un immobile è scriminata dallo stato di necessità solo in presenza di un pericolo imminente di danno grave alla persona, non potendosi legittimare – nelle ipotesi di difficoltà economica permanente, ma non connotata dal predetto pericolo – una surrettizia soluzione delle esigenze abitative dell’occupante e della sua famiglia”.

Inoltre si è anche precisato che il dettato dell’art. 54 cod. penale, che presuppone l’attualità del pericolo, richiede che, nel momento in cui l’agente agisce contra ius – al fine di evitare “un danno grave alla persona” – il pericolo sia imminente e, dunque, individuato e circoscritto nel tempo e nello spazio (Corte di Cassazione, 3310/1981).

Da segnalare anche che, da ultimo, la Corte di Cassazione, Sezione II Penale, con la sentenza del 13 dicembre 2017, n. 55527, in commento sul sito in: «Occupazione sine titulo di alloggio IACP: è reato di invasione arbitraria anche con domanda di assegnazione non definita» nel condividere i principi contenuti nella sentenza in commento ha ampliato la portata del principio e ha affermato il seguente principio di diritto: “l’occupazione “sine titulo” di un alloggio in proprietà dell’Istituto autonomo case popolari integra il reato di invasione arbitraria di edifici anche nell’ipotesi in cui l’occupante abbia presentato una regolare istanza di assegnazione dell’immobile ed il relativo procedimento non sia stato ancora definito”.

Da ultimo è intervenuta la decisione della Corte di Cassazione, Sezione II Penale, con la sentenza del 7 giugno 2019, n. 25225 in commento in: «L’illecita occupazione di immobile e la scriminante dello “stato di necessità”»L’illecita occupazione di un immobile è scriminata dallo stato di necessità solo in presenza di un pericolo imminente di danno grave alla persona, non potendosi legittimare – nelle ipotesi di difficoltà economica permanente, ma non connotata dal predetto pericolo – una surrettizia soluzione delle esigenze abitative dell’occupante e della sua famiglia.

Tale decisione ha ritenuto non sussistente la scriminante dello stato di necessità pur avendo gli imputati posto in essere l’occupazione dell’immobile in presenza di una temporanea e contingente esigenza abitativa, stante lo stato di gravidanza di Mevia Rossi e la situazione di indigenza del nucleo familiare attesa l’invalidità al 100% del signor Caio Rossi tale da impedirgli di svolgere attività lavorativa.

 

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8 thoughts on “L’occupazione abusiva di alloggio popolare è reato

  • 28 Maggio 2019 in 12:27
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    Salve. Vorrei sapere a cosa vado incontro, abito in una casa popolare nn assegnata a nessuno sto pagando i bollettini regolarmente sono entrato abusivamente per necessità e oggi mi è arrivato una carta a cui dice di lasciare la casa entro30 giorni sfratto forzato.

  • 11 Aprile 2019 in 20:08
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    Signor Gerardo credo abbia già fatto diffida ad assegnare. In caso di inerzia potrebbe chiedere la nomina di un Commissario ad acta che si sostituisce all’autorità preposta e adotta l’atto tenendo conto della graduatoria se valida ed efficace.

  • 10 Aprile 2019 in 23:59
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    SONO UN ASSEGNATARIO 1° IN GRADUATORIA, MA DA TRE ANNI IL SINDACO CON TANTI ALLOGGI VUOTI NON FAì LASSEGNAZIONE FINO AL SUO COMMISSARIAMENTO DELLA PRATICA STESSA, MA ADESSO IL PREFETTO E L’ISPETTORE NON ASSEGNA L ALLOGGIO NEANCHE PER LA LEGGE REGIONALE DELLA CAMPANIA n°18 Art. 13 del 2 luglio 1997, emergenza abitativa dovuto a precaria sistemazione in garage, nessuno agisce, cosa devo fare?

  • 5 Ottobre 2017 in 11:25
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    Come già scritto nell’articolo il reato si consuma nel momento dell’ingresso abusivo. Se l’abuso è stato già rilevato dall’Autorità, pubblica o giudiziaria, l’abbandono potrebbe essere un comportamento valutabile in sede di applicazione della pena, come condotta positiva. Se non è stato rilevato l’abuso allora l’abbandono evita sicuramente la pena/sanzioni.

  • 5 Ottobre 2017 in 6:03
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    In caso di abuso abitativo, se si provvede ad abbandonare la casa immediatamente, Si rischiano comunque le sanzioni penali ?

  • 3 Gennaio 2016 in 9:19
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    Bisogna tenere distinti due fattori: Una cosa è la responsabilità penale conseguente all’occupazione abusiva di alloggio la quale come indicato dalla Cassazione vi sarà comunque, anche in presenza di successiva regolarizzazione. Cosa diversa è la regolarizzazione del rapporto tra l’occupante e l’Istituto proprietario. Bisogna verificare che tipo di provvedimento ha emesso l’Istituto proprietario, cosa contiene e cosa disciplina e se esso faccia insorgere in capo all’occupante (abusivo) un rapporto duraturo e regolare. Vanno verificati eventuali diritti di terzi assegnatari (ma non ancora occupanti od aventi diritto poiché inseriti in graduatorie aventi validità) del medesimo alloggio poi abusivamente occupato.

  • 2 Gennaio 2016 in 2:23
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    E se l’ente ha regolarizzato l’abusivo (che paga l’affitto), cosa succede? Prima o poi ci sarà lo sfratto?

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