Liquidazione compenso per patrocinio a spese dello Stato: l’irreperibilità dell’assistito è una situazione sostanziale e di fatto

In tema di patrocinio a spese dello Stato, ai fini della liquidazione del compenso al difensore, l’irreperibilità dell’assistito è una situazione sostanziale e di fatto, indipendente dall’emissione del decreto ex artt. 159 e 160 cod. proc. pen., anche se essa non coincide con la mera circostanza che lo straniero sia senza fissa dimora in Italia.

 

Il principio è stato pronunciato dalla Corte di cassazione, Sezione II Civile, con l’ordinanza del 20 agosto 2020, n. 17452, mediante la quale ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la decisione, assunta nel caso de quo, dal Tribunale di Napoli.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che il Tribunale di Napoli, con ordinanza del 2016, ha rigettato l’opposizione proposta dall’avv. Pompilio Zurolo avverso il decreto del Giudice di pace di Afragola con il quale era stata disattesa l’istanza di liquidazione dei compensi per l’assistenza prestata, quale difensore d’ufficio, in favore di Kuzmanovic Juljo e Kuzmanovic Karl.

Per quanto ancora rileva, il Tribunale ha osservato:

a) che, in difetto, come nella specie, di un provvedimento attestante l’irreperibilità dell’indagato, dell’imputato o del condannato, la corresponsione del compenso in favore del difensore d’ufficio presuppone la dimostrazione dell’inutile esperimento delle procedure per il recupero del relativo credito, ai sensi degli artt. 116, primo comma, e 117, primo comma, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115;

b) che siffatte procedure non possono essere identificate nelle mere informative assunte per la individuazione del reale domicilio dell’obbligato.

Avverso tale ordinanza l’avv. Zurolo ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, il ricorrente con il primo motivo ha lamentato violazione o falsa applicazione di norme di diritto, nonché omessa, insufficiente, illogica o contraddittoria motivazione, rilevando che l’attività di ricerca degli imputati, come confermato anche dal tentativo di notifica dell’atto di messa in mora successivo alla presentazione del ricorso, sarebbe stata assolutamente vana, dal momento che Kuzmanovic Juljo e Kuzmanovic Karl risultavano soggetti privi di fissa dimora.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 17452 del 2020, ha ritenuto il motivo fondato e ha accolto il ricorso, cassando con rinvio il provvedimento impugnato.

La motivazione

Sul punto il Collegio ha osservato che ai sensi dell’art. 116 del d.P.R. n. 115 del 2002, «l’onorario e le spese spettanti al difensore di ufficio sono liquidati dal magistrato […] quando il difensore dimostra di aver esperito inutilmente le procedure per il recupero dei crediti professionali».

Ai sensi del successivo art. 117, «l’onorario e le spese spettanti al difensore di ufficio della persona sottoposta alle indagini, dell’imputato o del condannato irreperibile sono liquidati dal magistrato[…]».

La Suprema Corte ha avuto modo di puntualizzare che, «in tema di patrocinio a spese dello Stato, l’irreperibilità dell’assistito, ai sensi dell’art. 117 del d.P.R. n. 115 del 2002, è una situazione sostanziale e di fatto, indipendente dall’emissione del decreto ex artt. 159 e 160 cod. proc. pen., anche se essa non coincide con la mera circostanza che lo straniero sia senza fissa dimora in Italia» (Corte di cassazione, 7 aprile 2014, n. 8111).

Ne consegue che il difensore d’ufficio, il quale chieda la liquidazione del compenso per la difesa dell’imputato straniero i cui dati anagrafici siano conosciuti con sicurezza, ha l’onere di provare che questo sia irreperibile anche nello Stato di provenienza e, in caso contrario, che sia impedito il recupero del credito all’estero.

Tale puntualizzazione, tuttavia, va colta appunto nella sua dimensione di effettiva esigibilità e utilità di tali ricerche.

Non casualmente proprio la sentenza appena citata, in motivazione, dichiara esplicitamente di aderire a Corte di cassazione, 20 luglio 2010, n. 17021, secondo la quale «in tema di patrocinio a spese dello Stato, relativo ad imputato od indagato irreperibile, la condizione di irreperibilità del patrocinato, alla quale l’art. 117 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 subordina la liquidazione degli onorari e delle spese di difesa a carico dell’Erario, afferisce ad una situazione sostanziale e di fatto che, rendendo il debitore non rintracciabile al momento in cui la pretesa creditoria diventa azionabile, impedisce di effettuare qualunque procedura per il recupero del credito professionale».

Ora, tale è appunto la situazione ricorrente nel caso in esame.

Vai al testo integrale

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione II Civile, ordinanza del 20 agosto 2020, n. 17452

 

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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