Illegittima l’apertura di un varco nel muro perimetrale condominiale

Legittima la decisione del giudice del merito che, in considerazione della accertata natura condominiale di un terrazzino su cui era stato aperto – da parte di un condomino – un varco in assenza di un titolo abilitativo, l’apertura realizzata comportava il mutamento di destinazione del terrazzino limitando il passaggio ed il pregresso uso da parte degli altri condomini.

 

Lo ha stabilito la Corte di cassazione, Sezione II Civile, con l’ordinanza del 7 ottobre 2020, n. 21576, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato la decisione della Corte d’appello di Napoli.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che il Condominio Isola Bella di Ischia proponeva domanda di ripristino dello stato dei luoghi e risarcimento dei danni nei confronti di Gaia Vitruvio, proprietaria di una unità abitativa, a seguito dell’apertura nel muro perimetrale di una porta di accesso alla sua abitazione su un terrazzino di esclusiva proprietà condominiale.

La condomina convenuta si costituiva ed eccepiva la carenza di legittimazione attiva dell’ingegner Giovenale in rappresentanza del condominio nonché la liceità della apertura e contestando la presenza dei danni.

All’esito del giudizio il Tribunale di Napoli – sezione distaccata di Ischia – accoglieva la domanda attorea condannando la convenuta ad eliminare il varco realizzato e al risarcimento dei danni nonché alle spese del giudizio e di CTU.

Avendo la soccombente Gaia Vitruvio interposto appello, la Corte d’appello di Napoli con la sentenza n. 3371 del 2015, ha riformato la sentenza di prime cure in relazione alla domanda di risarcimento danni compensando le spese per la metà e ponendo il residuo a carico della convenuta appellante.

In particolare, la Corte d’appello ha statuito che i danni al decoro architettonico del fabbricato domandati dal Condominio non appaiono, per un verso, completamente allegati nell’atto introduttivo e, per altro verso, che il ripristino della situazione pregressa all’apertura risulta satisfattivo delle pretese condominiali, in assenza della prova di danni risarcibili da liquidare equitativamente.

Gaia Vitruvio, ha proposto ricorso per la cassazione della decisione d’appello, con atto articolato in due motivi.

I motivi di ricorso

La ricorrente con il primo motivo ha denunciato, in relazione all’art. 360 cod. proc. civ., due profili:

-in primo luogo, la violazione degli artt. 112 e 342 cod. proc. civ. per avere la Corte d’appello omesso l’esame del motivo d’appello riguardante il difetto della capacità processuale di Giovenale quale amministratore del Condominio attore.

In particolare, secondo parte ricorrente aveva errato il giudice d’appello nel ritenere dimostrata la legittimazione dello stesso sulla base delle due deliberazioni esibite e dalle quali si evinceva che Giovenale era stato nominato all’esito di una assemblea condominiale cui avevano partecipato soggetti estranei, nessuno dei quali era proprietario di unità o di porzioni del Condominio che aveva promosso il giudizio;

-in secondo luogo, ha denuncia la violazione degli articoli 81 e 100 cod. proc. civ. in relazione all’art. 1129 cod. civ. per non avere la Corte d’appello, ex ufficio, rilevato il difetto di legittimazione ad agire del Giovenale, non essendo contestato che le persone indicate nelle deliberazioni esibite dallo stesso Giovenale non erano proprietari di unità o beni facenti parte del con-dominio.

Con il secondo motivo ha ricorrente ha denunciato, in relazione all’art. 360, comma 1, n. 3 e n. 4 cod. proc. civ., la violazione dell’art. 1102 cod. civ. nonché degli articoli 112 e 242 cod. proc. civ. per avere la Corte d’appello erroneamente ritenuto non consentito dall’art. 1102 cod. civ. l’intervento realizzato, in quanto incidente sulla destinazione del viale di accesso comune mentre, ad avviso di parte ricorrente, esso riguardava una parte di esclusiva proprietà della Vitruvo e tale circostanza, in violazione degli articoli 112 e 242 del codice di procedura civile, non era stata esaminata dal giudice d’appello.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 21576 del 2020, ha ritenuto i motivi inammissibili e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

In relazione alla prima doglianza il Collegio ha precisato che la Corte d’appello ha, infatti, osservato come l’eccezione di difetto di legittimazione attiva sollevata dall’appellante sia infondata alla stregua delle due delibere condominiali prodotte fin dal primo grado attestanti tale qualità e in merito alle quali la Vitruvioo non controdedusse alcunché sicché i rilievi generici svolti in appello erano inammissibili ed inconferenti.

Quanto alla seconda doglianza il Collegio ha osservato, a motivazione della ritenuta inammissibilità, che la Corte d’appello ha legittimamente ritenuto di confermare la sentenza di primo grado, considerando provata, all’esito della CTU svolta dal primo giudice e non contestata in quella sede, la natura condominiale del terrazzino su cui era stato aperto il varco in assenza di un titolo abilitativo, con la conseguenza che l’apertura realizzata dalla ricorrente ne comportava il mutamento di destinazione limitando il passaggio ed il pregresso uso da parte degli altri condomini.

Vai al testo integrale

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione II Civile, ordinanza del 7 ottobre 2020, n. 21576

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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