Giudizio di opposizione a DI: l’onere del convenuto di prendere posizione sui fatti posti a fondamento della domanda

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’onere del convenuto di prendere posizione, in modo chiaro ed analitico, sui fatti posti dall’attore in monitorio a fondamento della propria domanda, in tanto può esplicarsi, in quanto l’attore abbia, a propria volta, spiegato, nel ricorso per ingiunzione, una pretesa fondata su fatti esposti in modo chiaro ed analitico: fatti cioè che, ove non specificamente contestati, possano risultare idonei a far scattare il meccanismo della non contestazione. Tali caratteri della pretesa posta a fondamento del procedimento d’ingiunzione non si riscontrano nel caso in cui la banca si sia avvalsa, nel ricorso per decreto ingiuntivo avente ad oggetto il pagamento del saldo passivo di conto corrente, dell’estratto conto previsto dall’articolo 50 del T.U.B., laddove quest’ultimo non contenga un completo resoconto delle varie partite in dare ed in avere, tale da palesare la sussistenza del credito azionato in monitorio. Ne consegue che solo se la banca ricorrente in monitorio abbia fondato la propria pretesa su estratti conto che consentano un pieno controllo in ordine alle poste considerate ed ai conteggi compiuti, l’opponente si troverà esposto all’onere di contestazione con tutte le conseguenze riconducibili al suo espletato o mancato assolvimento.

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Costruzioni su fondi a dislivello e applicazione delle norme sulle distanze

In tema di applicazione, in concreto, delle normativa sulle distanze tra costruzioni, l’art. 873 c.c. trova applicazione anche quando, a causa del dislivello tra i fondi, la costruzione edificata nell’area meno elevata non raggiunga il livello di quella superiore, in quanto la necessità del rispetto delle distanze legali non viene meno in assenza del pericolo del formarsi d’intercapedini dannose.

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Apprezzamento delle risultanze probatorie e violazione dell’articolo 115 cpc dedotta come vizio di legittimità

La violazione dell’articolo 115 cod. proc. civ. può essere dedotta come vizio di legittimità con riferimento all’apprezzamento delle risultanze probatorie operato dal giudice di merito, ma solo sotto due profili: qualora il medesimo, esercitando il suo potere discrezionale nella scelta e valutazione degli elementi probatori, ometta di valutare le risultanze di cui la parte abbia esplicitamente dedotto la decisività, salvo escluderne in concreto, motivando sul punto, la rilevanza; ovvero quando egli ponga alla base della decisione fatti che erroneamente ritenga notori o la sua scienza personale.

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Il regime legale delle distanze delle costruzioni dalle vedute

Il regime legale delle distanze delle costruzioni dalle vedute, prescritto dall’art. 907 c.c., non è applicabile, stante il disposto dell’art. 879, comma 2, c.c. – per il quale “alle costruzioni che si fanno in confine con le piazze o le vie pubbliche non si applicano le norme relative alle distanze” – non solo quando la strada o la piazza pubblica si frappongano tra gli edifici interessati, ma anche nel caso in cui le stesse delimitino ad angolo retto, da un lato, il fondo dal quale si gode la veduta, e, dall’altro, il fondo sul quale si esegue la costruzione.

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