Divorzio: l’instaurazione di nuova famiglia, anche di fatto, fa venir meno l’assegno



L’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso, non assumendo rilievo la eventuale successiva cessazione della convivenza di fatto intrapresa dall’ex coniuge beneficiario.



Il principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione, Sezione I Civile, con l’ordinanza del 28 febbraio 2019, n. 5974, mediante la quale ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la decisione della Corte d’appello di Trieste la quale aveva escluso la rilevanza della nuova relazione instaurata dall’ex coniuge beneficiario.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che la Corte d’appello di Trieste, con decreto del 2015, ha confermato il decreto del Tribunale di Gorizia che aveva respinto la richiesta di Sempronio Neri nei confronti di Mevia Verdi, di revisione, ex art.9 Legge divorzio, delle condizioni economiche di divorzio, in particolare, di disporre la cessazione dell’obbligo dell’ex marito di corrispondere alla ex moglie l’assegno divorzile di 250,00 mensili.

La Corte d’appello, all’esito anche di informative disposte tramite polizia tributaria, ha ritenuto che il reclamante non avesse comprovato un fatto sopravvenuto legittimante la modifica delle condizioni di divorzio, non rilevando la circostanza che il coniuge beneficiario dell’assegno avesse instaurato una convivenza more uxorio con altra persona, occorrendo la prova, da parte dell’ex coniuge onerato, che tale convivenza abbia influito in melius sulle condizioni economiche dell’avente diritto.

Avverso il suddetto decreto, Sempronio Neri ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, il ricorrente con il primo motivo ha lamentato la violazione o falsa applicazione, ex art.360 n. 3 c.p.c., dell’art.5 comma 6 I.div. nonché vizio di motivazione, ex art.360 n. 5 c.p.c., in relazione al fatto rappresentato dalla stabile convivenza della ex moglie Mevia verdi con altra persona.

La decisione

La Corte di Cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 5974/2019, ha ritenuto il motivo fondato e ha accolto il ricorso.

Sul punto è sufficiente rilevare che la Corte ha già da tempo affermato (Corte di Cassazione, n. 6855/2015; conf. Corte di Cassazione, n. 2466/2016; Corte di Cassazione, n. 4649/2017; Corte di Cassazione, n. 2732/2018) il principio di diritto secondo il quale «l’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge, sicché il relativo diritto non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso».

Invero, la formazione di una famiglia di fatto – costituzionalmente tutelata ai sensi dell’art. 2 Cost. come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell’individuo – è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l’assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto e, quindi, esclude ogni residua solidarietà post matrimoniale con l’altro coniuge, il quale non può che confidare nell’esonero definitivo da ogni obbligo.

Nell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 18111/2017 si è poi precisato che non assume rilievo la successiva cessazione della convivenza di fatto intrapresa dall’ex coniuge beneficiario.

Il fatto sopravvenuto giustificava, pertanto, la revisione dell’assegno divorzile e la decisione impugnata, escludendo che la convivenza more uxorio dell’ex coniuge, beneficiario di assegno, facesse venir meno il diritto all’assegno stesso, non è conforme al principio di diritto sopra richiamato.

I precedenti

Tra le decisioni coerenti con l’assunto in esame si segnala la recentissima decisione della Corte di Cassazione, Sezione I Civile, con la sentenza del 19 dicembre 2018, n. 32871, in commento in: «Divorzio: il coniuge beneficiario perde l’assegno se forma una nuova famiglia di fatto» la quale ha affermato che in caso di  cessazione degli effetti civili del matrimonio e di separazione legale dei coniugi, ove ci si trovi in presenza della formazione di un nuovo aggregato familiare di fatto ad opera del coniuge beneficiario dell’assegno di mantenimento, si verifica una rottura tra la pregressa fase di convivenza matrimoniale e nuovo assetto fattuale, con il conseguente riflesso incisivo dello stesso diritto alla contribuzione periodica, facendola venire definitivamente meno.

Vai al testo integrale

Ecco il link a: Corte di Cassazione, Sezione I Civile, ordinanza del 28 febbraio 2019, n. 5974

 

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Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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