La “difesa in proprio” non costituisce ex se valida ragione per disporre la compensazione delle spese di lite

La circostanza che la parte processuale, rivestendo la qualità di avvocato, si è difesa in proprio non costituisce ex se valida ragione per disporre la compensazione delle spese di lite.

 

Il principio è stato affermato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, con la sentenza del 28 settembre 2020, n. 829, mediante la quale ha accolto l’appello e condannato l’Amministrazione al pagamento delle spese e onorari del giudizio di primo grado per come richieste e delle spese del giudizio di appello.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia – Sezione di Catania, con la sentenza n. 883 del 2020, ha accolto il ricorso proposto per l’ottemperanza di vari giudicati civili (6) del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, ha assegnato un termine, nominato un commissario ad acta e stabilito le penalità di mora.

Il Tar ha disposto la compensazione delle spese di lite con la motivazione che “la parte si difende in proprio”.

La decisione è appellata dall’avvocato Caio Tiberio Quarta il quale ha dedotto che la difesa in proprio non costituisce una buona ragione per compensare le spese di giudizio e chiede liquidarsi almeno 816 euro, oltre accessori di legge e recupero del contributo unificato.

La decisione in sintesi

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, con la sentenza del 28 settembre 2020, n. 829, ha ritenuto il motivo fondato e ha accolto l’appello e condannato l’Amministrazione al pagamento delle spese e onorari del giudizio di primo grado per come richieste e delle spese del giudizio di appello.

La motivazione

Il Consesso ha osservato che la norma generale del processo, in tema di regolazione delle spese di giudizio, è che le stesse seguano la soccombenza (art. 26 c.p.a.; art. 91 c.p.c.).

La compensazione delle spese è consentita in caso di “soccombenza reciproca ovvero nel caso di assoluta novità della questione trattata o mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti” (art. 92 c.p.c.), ovvero nel caso di “altre analoghe gravi ed eccezionali ragioni” (così come disposto a seguito della sentenza della Corte cost., 19 aprile 2018, n. 77, in commento in: «Processo civile: la Corte Costituzionale amplia il perimetro della compensazione delle spese»).

La ragione, esplicitata dal Tar Sicilia, ossia la difesa della parte in proprio, non ha un plausibile fondamento normativo nella legge processuale e non appare riconducibile ad altre gravi ed eccezionali ragioni rimesse al prudente apprezzamento del giudice.

Neppure risponde a logiche equitative, atteso che “l’auto-prestazione difensiva” comporta comunque spese vive e dispendio di energie professionali e merita comunque remunerazione.

Rimossa siffatta motivazione a sostegno della compensazione, non vi sono ragioni, avuto riguardo alle pretese azionate con il ricorso di primo grado e al comportamento processuale ed extraprocessuale dell’Amministrazione (che è risultata del tutto inerte in relazione all’assolvimento di modesti debiti pecuniari, né ha depositato memoria in giudizio), per non seguire la regola della soccombenza.

Pertanto le spese e onorari del giudizio di primo grado sono stati dal Consesso liquidati nella misura richiesta di euro 816, oltre accessori di legge e recupero del contributo unificato.

Anche le spese del presente grado seguono la soccombenza e vanno liquidate in pari misura, con i relativi accessori.

Vai al testo integrale

Ecco il link a: Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, sentenza del 28 settembre 2020, n. 829

 

 

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

    Arricchisci l'argomento con un tuo commento!

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    error: Il contenuto è protetto!