Difensore d’ufficio: per la liquidazione onorari necessario provare di aver effettuato un vano e non pretestuoso tentativo di recupero

A norma dell’art. 116 D.P.R. 115/2002, l’onorario e le spese spettanti al difensore di ufficio sono liquidati dal magistrato, nella misura e con le modalità previste dall’articolo 82, ed è ammessa opposizione ai sensi dell’articolo 84, quando il difensore dimostra di aver esperito inutilmente le procedure per il recupero dei crediti professionali.

Il richiedente difensore d’ufficio è tenuto a provare di aver effettuato un vano e non pretestuoso tentativo di recupero, dovendo tale attività apparire seria ed idonea ad ottenere il versamento del dovuto da parte del cliente.

E’ quanto ha precisato la Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 15 febbraio 2021, n. 3849, mediante la quale ha rigettato il ricorso poiché inammissibile.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che l’avv. Gneo Pompeo ha adito il Tribunale di Macerata, per ottenere la liquidazione del compenso per l’attività di difesa d’ufficio svolta nell’ambito di un giudizio penale a carico di Gaio.

Il Giudice monocratico di Macerata ha respinto la domanda con decreto del 2018, confermato all’esito dell’opposizione ex art. 170 D.P.R. 115/2002.

Il tribunale, pur dando atto che il ricorrente aveva ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti della parte ed aveva proceduto alla notifica del precetto e al pignoramento presso terzi, risultato infruttuoso, ha negato il diritto al compenso, rilevando che non era comprovato che la parte non fosse titolare di consistenze immobiliari, dato che il difensore aveva inoltrato all’Agenzia delle entrate una richiesta del tutto generica.

La cassazione dell’ordinanza è chiesta da Gneo Pompeo con ricorso basato su un unico motivo.

Con l’unico motivo l’avv. Ricorrente ha denunciato la violazione degli artt. 82 e 116 D.P.R. 115/2002, ai sensi dell’art. 360, comma primo, n. 3 c.p.c., sostenendo che le attività svolte dal ricorrente, dirette al recupero in via esecutiva del credito professionale, erano del tutto idonee a soddisfare le condizioni per richiedere la liquidazione del compenso per la difesa di ufficio.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 3849 del 2021, ha ritenuto il motivo inammissibile ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Sul punto il Collegio ha osservato che a norma dell’art. 116 D.P.R. 115/2002, l’onorario e le spese spettanti al difensore di ufficio sono liquidati dal magistrato, nella misura e con le modalità previste dall’articolo 82, ed è ammessa opposizione ai sensi dell’articolo 84, quando il difensore dimostra di aver esperito inutilmente le procedure per il recupero dei crediti professionali.

La previsione configura un sistema di anticipazione del compenso spettante al difensore d’ufficio, riconoscendo all’erario il diritto di recuperare dalla parte gli importi versati al difensore.

Questi è comunque tenuto a provare di aver effettuato un vano e non pretestuoso tentativo di recupero, dovendo tale attività apparire seria ed idonea ad ottenere il versamento del dovuto da parte del cliente (Corte di cassazione, n. 8359/2020; Corte di cassazione, n. 11720/2019; Corte di cassazione, n. 3673/2019; Corte di cassazione, n. 7067/2018).

Ciò premesso, la domanda del ricorrente è stata legittimamente respinta sulla scorta della ritenuta insufficienza, nello specifico, dello sforzo compiuto dal difensore nel coltivare la richiesta di pagamento e l’esecuzione del titolo giudiziale, non potendo ritenersi preclusa al giudice di merito la possibilità di valutare se l’attività di recupero concretamente svolta sia idonea a soddisfare le condizioni richieste dall’art. 116 t.u.s.g. o se non sia stata adeguatamente coltivata.

L’apprezzamento espresso in proposito dal tribunale, siccome scaturito dalla specificità del caso esaminato, resta incensurabile in cassazione sotto i profili denunciati in ricorso.

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, ordinanza del 15 febbraio 2021, n. 3849

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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