Il debitore può contestare la regolarità formale di un pignoramento presso terzi anche con dichiarazione “negativa”

Il debitore esecutato ha sempre interesse, ex art. 100 cod. proc. civ., a contestare la regolarità formale di un pignoramento presso terzi, anche nel caso in cui i terzi pignorati abbiano reso dichiarazione negativa.

E’ quanto ha stabilito la Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 21 gennaio 2021, n. 1098, mediante la quale ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la decisione del Tribunale di Lecce.

La vicenda

La pronuncia di legittimità in esame ha avuto origine dal fatto che Giovenale Caio, creditore della Hacca immobiliare s.r.l., ha sottoposto a pignoramento ai sensi degli artt. 543 ss. cod. proc. civ. le somme a questa dovute da Mevia e Sempronia in forza di effetti cambiari rilasciati in favore della società esecutata.

La Hacca s.r.l. ha proposto opposizione agli atti esecutivi eccependo che il pignoramento dei titoli di credito dovesse effettuarsi nelle forme di cui all’art. 1997 cod. civ., anziché del pignoramento presso terzi.

La procedura esecutiva veniva dichiarata estinta per omessa iscrizione a ruolo, ai sensi dell’art. 159-ter disp. att. cod. proc. civ.

La Hacca s.r.l. introduceva comunque il giudizio di merito, per chiedere la condanna di Caio Giovenale al pagamento delle spese processuali secondo il principio della soccombenza virtuale.

Al giudizio di opposizione introdotto dalla Hacca s.r.l. veniva riunito quello proposto dalle terze pignorate, che tuttavia non rileva più in questa sede, essendosi sul punto formato un giudicato interno.

Il Tribunale di Lecce ha rigettato la domanda, affermando che l’opposizione proposta dalla Hacca immobiliare s.r.l. era inammissibile in quanto la società non aveva interesse ad agire «atteso che ogni eventuale epilogo dello stesso non avrebbe comportato alcuna conseguenza dannosa nei suoi confronti».

Avverso tale sentenza la Hacca immobiliare s.r.l. ha proposto ricorso per la cassazione, per due motivi.

I motivi di ricorso

Con i due motivi del ricorso principale, che possono essere trattati congiuntamente, la ricorrente ha lamentato la circostanza di essere stata ritenuta carente di interesse ad agire nel proporre opposizione agli atti esecutivi nei confronti di un pignoramento presso terzi eseguito nei suoi confronti.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 1098 del 2021, ha ritenuto i motivi fondati e ha accolto il ricorso.

La motivazione

Sul punto il Collegio ha osservato che la decisione del Tribunale di escludere la possibilità di ravvisare un interesse ad agire in capo alla società esecutata, è errata.

Infatti, è fuor di dubbio che il debitore esecutato ha sempre interesse, ex art. 100 cod. proc. civ., a contestare la regolarità formale di un pignoramento presso terzi, anche nel caso in cui i terzi pignorati abbiano reso dichiarazione negativa, ovvero quando – come nel caso di specie – il mezzo di espropriazione non è quello previsto dalla legge per il tipo di bene aggredito.

Ciò in quanto è proprio mediante l’opposizione agli atti esecutivi che il debitore fa valere il vizio della procedura ed impedisce che la stessa, ancorché viziata, giunga egualmente a compimento, con l’attribuzione al creditore di un bene (un credito, un titolo cambiario o una somma di denaro) che egli non avrebbe avuto diritto a conseguire per il tramite dell’espropriazione illegittimamente intrapresa.

Né può avere rilievo, in relazione ai fini che qui interessano, la circostanza che, una volta proposta l’opposizione, il creditore non abbia iscritto a ruolo il pignoramento.

Difatti, la liquidazione delle spese processuali, per ottenere la quale la Hacca s.r.l. ha introdotto il giudizio di merito, deve farsi sulla base della c.d. “soccombenza virtuale”, ossia tenendo in considerazione la fondatezza delle prospettazioni iniziali delle parti, a prescindere dal fatto sopravvenuto che ha determinato la cessazione della materia del contendere.

Dunque, ai fini dell’accertamento della soccombenza virtuale deve farsi riferimento all’esistenza di un interesse ad agire al tempo in cui è stata proposta l’opposizione, risultando irrilevante il fatto che la stessa sia stata successivamente dichiarata estinta.

Per tali ragioni, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per nuovo esame.

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, ordinanza del 21 gennaio 2021, n. 1098

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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