Danni da mancato allaccio ENEL: la Ctu “esplorativa” non può supplire alla prova

In punto di diritto al fine di ottenere il risarcimento danni per il mancato allaccio della linea elettrica da parte di ENEL ad un’Azienda agricola, con conseguente impossibilità di utilizzo dei macchinari aziendali, occorre la prova del danno subito, non potendo supplire a ciò una “C.t.u. esplorativa”

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, con l’ordinanza del 18 dicembre 2017, n. 30346, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato quanto già deciso, nel caso de quo, dalla Corte d’appello di Catanzaro.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che MEVIA e ALTRI, quali eredi di TIZIO, con ricorso affidato a quattro motivi, hanno impugnato la sentenza della Corte di appello di Catanzaro, del 2015, che, in accoglimento del gravame interposto dall’Enel Distribuzione S.p.A. avverso la decisione del Tribunale di Catanzaro, aveva rigettato la domanda di risarcimento danni avanzata dal loro dante causa a seguito di inadempimento contrattuale dell’Enel (non avendo la società fornitrice di energia elettrica provveduto all’allaccio della linea elettrica all’azienda agricola di proprietà dello stesso attore, con conseguente impossibilità di funzionamento dei macchinari aziendali), per difetto di prova circa i “danni economici” arrecati dal comportamento omissivo dello stesso Enel.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, i ricorrenti con il secondo motivo, deducono, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., violazione o falsa applicazione degli artt. 61, 115, 116 cod. proc. civ. e 2056 cod. civ., per aver la Corte territoriale “erroneamente e ingiustificatamente qualificato come esplorativa la consulenza in atti”.

Con il terzo motivo, deducono, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., violazione o falsa applicazione dell’art. 1223 cod. civ., per aver la Corte territoriale ritenuto “non allegata e né addotta alcuna prova del danno”, che emergeva dalla espletata c.t.u. e, comunque, atteneva alle spese di allaccio (per lire 2.724.150) ed all’acquisto di un generatore elettrico (per euro 3.200,00, con costo di manutenzione annuo di circa euro 400,00 e consumo di carburante per circa euro 1240,00).

La decisione

La Corte di Cassazione, mediante la citata ordinanza n. 30346/2017 ha ritenuto i motivi non fondati ed ha rigettato il ricorso.

Precisa la Suprema Corte che la Corte territoriale ha posto in evidenza che l’allegazione attorea di aver subito “notevoli e gravissimi danni per non aver potuto mettere in funzione i macchinari utili per la corretta ed economica conduzione dell’azienda” era rimasta priva di riscontro per non esser stata concludente ed idonea a tal fine.

Infatti, poiché l’unica deposizione testimoniale raccolta (relativa ad un brevissimo arco temporale e generica, oltre che indicante un numero di capi di bestiame — 100 — di gran lunga inferiore di quello — 208 — ritenuto dal c.t.u.), là dove, poi, erano risultati indimostrati la circostanza del possesso degli anzidetti macchinari e lo “stato dell’attività economica svolta da TIZIO al momento della sua richiesta di fornitura di energia elettrica”, il c.t.u., quindi, ha “solo astrattamente ipotizzato il possibile reddito annuo, presupponendo l’acquisto di macchinari ed attrezzature mai possedute dall’attore per la trasformazione di prodotti caseari”.

Sicché, il giudice di appello ha correttamente qualificato come esplorativa la c.t.u. espletata nel corso del giudizio di primo grado, non vertendosi, nella specie, in accertamento di determinate situazioni di fatto effettuabili soltanto con l’ausilio di speciali cognizioni tecniche, così da potersi derogare al principio dell’onere di prova a carico delle parti, cui la c.t.u. (qualora priva, come nel caso in esame, del carattere percipiente) non può sostituirsi (Corte di Cassazione, n. 3130/2011);

In tema di consulenza tecnica esplorativa, richiesta dalla parte al fine di supplire alla deficienza delle proprie allegazioni o prove, è intervenuta Corte di Cassazione, Sezione I Civile, sentenza del 11 gennaio 2017, n. 512 la quale ha precisato che “D’altro canto va altresì osservato che, se è bensì vero che la consulenza tecnica d’ufficio non è mezzo istruttorio in senso proprio, avendo la finalità di aiutare il giudice nella valutazione di elementi acquisiti o nella soluzione di questioni che necessitino di specifiche conoscenze, pertanto il suddetto mezzo di indagine non può essere utilizzato al fine di esonerare la parte dal fornire la prova di quanto assume, ed è quindi legittimamente negata qualora la parte tenda con essa a supplire alla deficienza delle proprie allegazioni o offerte di prova, ovvero di compiere una indagine esplorativa alla ricerca di elementi, fatti o circostanze non provati.

E tuttavia, al limite costituito dal divieto di compiere indagini esplorative è consentito derogare quando l’accertamento di determinate
situazioni di fatto possa effettuarsi soltanto con l’ausilio di speciali cognizioni tecniche, essendo in questo caso consentito al
c.t.u. anche acquisire ogni elementi necessario a rispondere ai quesiti, sebbene risultante da documenti non prodotti dalle parti, sempre
che si tratti di fatti accessori e rientranti nell’ambito strettamente tecnico della consulenza”.

La Corte di Cassazione afferma, altresì, che il terzo motivo è inammissibile giacché le censure, ben lungi dal mettere in rilievo errores in indicando commessi dalla Corte territoriale (che, in ogni caso, non sono riscontrabili nella sentenza impugnata), investono l’accertamento in fatto e la valutazione delle prove riservati esclusivamente al giudice del merito.

Viene altresì precisato che in relazione ai dedotti danni per l’acquisto ed utilizzo di un generatore elettrico (euro 3.200 + manutenzione annua euro 400 + carburante annuo euro 1240), trattasi di costi supposti dal c.t.u., senza che si sia affermato e dimostrato che vi sia stata la spesa (là dove, invero, a monte era carente la prova dell’esistenza stessa dei macchinari per i quali sarebbe stato utilizzato il generatore elettrico).

Link all’ordinanza

Ecco il link a: Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, con l’ordinanza del 18 dicembre 2017, n. 30346 

 

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Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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