Costituzione in giudizio mediante invio di un messaggio di posta elettronica certificata eccedente la dimensione massima

Ove la costituzione avvenga mediante l’invio di un messaggio di posta elettronica certificata eccedente la dimensione massima stabilita nelle relative specifiche tecniche il deposito degli atti o dei documenti può sì avvenire mediante gli invii di più messaggi di posta elettronica certificata a patto che gli stessi siano coevi al deposito del ricorso ed eseguiti entro la fine del giorno di scadenza. E per invii coevi si devono intendere gli invii strettamente consecutivi.

Il principio di diritto è stato richiamato e fatto proprio dalla Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 4 febbraio 2021, n. 2657, mediante la quale ha rigettato il ricorso poiché inammissibile.

La vicenda

La pronuncia di legittimità in esame ha avuto origine dal fatto che Caio, Tizio, Bruto e altri hanno impugnato – con atto affidato a due motivi – il decreto del Tribunale di Palermo n.2322 del 2017, che ha respinto la loro opposizione allo stato passivo avverso il decreto con cui il giudice delegato del Fallimento Saturno Ambiente S.p.a. aveva a sua volta non accolto le domande tardive di credito ex art. 101 l.f.

Il Tribunale di Palermo, premesso che l’originaria e cumulativa istanza dei ricorrenti aveva per oggetto l’ammissione in prededuzione delle retribuzioni maturate successivamente alla dichiarazione di fallimento, nonché il credito per trattamento di fine rapporto spettante ai dipendenti in servizio presso il Comune di Utopia di Sicilia, ha ritenuto:

a) inammissibile, per tardività, la produzione documentale depositata con modalità telematiche nell’inosservanza del termine di cui all’art.99, co. 2 n.4 l.f., cioè con il ricorso;

b) la modalità di deposito prescelta, con atto telematico solo successivo (del 7 giugno 2016 e non entro la scadenza dei 30 giorni, e cioè – per effetto della comunicazione del 28 aprile 2016 – entro il 28 maggio 2016), contrastava con:

-il possibile ricorso sia al deposito cartaceo;

-la compressione dei files (se eccedenti il limite di 30 Mb di accettazione del sistema);

-buste (telematiche) multiple;

non potendo la prescrizione dirsi rispettata solo perché anticipata da formale riserva di produzione successiva.

I motivi di ricorso

Con il primo motivo i ricorrenti hanno dedotto la violazione del d.l. n. 90 del 2014 (art.51 co.2) e dell’art. 99, così come interpretati secondo il protocollo locale (App. Palermo) che, per il caso di superamento del limite di ingresso dell’allegato informatico, permetteva l’indicazione nell’atto del solo indice dei documenti, con successivo deposito frazionato di essi.

Con il secondo motivo hanno dedotto la violazione degli artt.91-92 e 389 c.p.c., posto che le spese – compensate dal tribunale – dovevano essere poste sul resistente.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 2657 del 2021, ha ritenuto i motivi inammissibili e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Il Collegio ha chiarito che l’impugnazione è inammissibile, in primo luogo, poiché non censura in modo specifico ed idoneo la complessa e plurale motivazione dei giudici di Palermo che, nel dare evidenza alla intempestività della produzione documentale aggregata al ricorso in opposizione allo stato passivo, hanno dato conto della omessa utilizzazione, da parte dei ricorrenti, non solo del sistema di cui all’art. 16 bis, co. 7, d.l. 18 ottobre 2012, n.179 (convertito nella legge 17 dicembre 2012, n.121), ma anche del deposito cartaceo cui la parte ben poteva ricorrere in alternativa ad una compressione del file, senza che eventuali impedimenti a tali modalità siano state prima rappresentate e in questa sede anche solo menzionate in chiave critica.

Non appare perciò rispettato il principio per cui «ove la sentenza sia sorretta da una pluralità di ragioni, distinte ed autonome, ciascuna delle quali giuridicamente e logicamente sufficiente a giustificare la decisione adottata, l’omessa impugnazione di una di esse rende inammissibile, per difetto di interesse, la censura relativa alle altre, la quale, essendo divenuta definitiva l’autonoma motivazione non impugnata, in nessun caso potrebbe produrre l’annullamento della sentenza» (Corte di cassazione, n. 9752/2017).

Il Collegio ha osservato che l’art. 51, co. 2, lett. a) e b), D.L. 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 114, integrando il citato art. 16 bis, co. 7, d.l. 179 del 2012, recita che il deposito è tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta consegna è generata entro la fine del giorno di scadenza e si applicano le disposizioni di cui all’articolo 155, quarto e quinto comma, del codice di procedura civile.

Quando il messaggio di posta elettronica certificata eccede la dimensione massima stabilita nelle specifiche tecniche del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del ministero della giustizia, il deposito degli atti o dei documenti può essere eseguito mediante gli invii di più messaggi di posta elettronica certificata.

Il deposito è tempestivo quando è eseguito entro la fine del giorno di scadenza.

Sulla questione, già si osserva che il ricorrente non ha indicato in quale sede processuale e con quale tempestività, avanti al giudice di merito, ha allegato e provato che la posteriorità della propria produzione documentale, rispetto al termine fissato a pena di decadenza dall’art. 99, co. 2, l.f., concerneva un’allegazione di peso eccedente la misura di 30 Mb.

Né il ritardo rispetto ai 30 giorni, incontestato in giudizio, trova alcuna giustificazione nei “protocolli” della prassi locale, non solo perché inidoneamente riportata in ricorso, bensì anche per la mancata indicazione di dove essa avrebbe derogato (ai fini di una eventuale, e comunque non qui ipotizzata, valutazione di buona fede) all’univoca regola di tempestività fissata in via normativa primaria dall’art. 16 bis citato e coincidente con la esecuzione entro la fine del giorno di scadenza.

Posto che la norma opera sia per l’atto che per i documenti, l’unica interpretazione pianamente discendente dal suo testo è che la tempestività del primo non vale a conferire, per i secondi, salvezza dalla decadenza ove, come dall’art. 99, co. 2, l.f. previsto, sia prescritto dal legislatore un adempimento di deposito entro la unitaria scadenza ed invece la parte, contravvenendovi, abbia dato corso al secondo adempimento appunto oltre la scadenza.

Così infatti già ha deciso la Corte di cassazione statuendo che «ove la costituzione avvenga mediante l’invio di un messaggio di posta elettronica certificata eccedente la dimensione massima stabilita nelle relative specifiche tecniche il deposito degli atti o dei documenti può sì avvenire mediante gli invii di più messaggi di posta elettronica certificata – ai sensi dell’art. 16-bis, comma 7, d.l. 18 ottobre 2012 n. 17 convertito con modificazioni dalla l. 17 dicembre 2012 n. 221, come modificato dall’art. 51, comma 2, d. I. 24 giugno 2014 n. 90 convertito con modificazioni dalla I. 11 agosto 2014 n. 114 -, a patto che gli stessi siano coevi al deposito del ricorso ed eseguiti entro la fine del giorno di scadenza. E per invii coevi si devono intendere gli invii strettamente consecutivi, di modo che non si presta a censure di sorta la statuizione impugnata laddove ha tenuto conto soltanto della documentazione depositata lo stesso giorno della costituzione in giudizio» (Corte di cassazione, n. 31474/2018, Corte di cassazione, n. 23489/2020, non massimata e, per la integrazione con deposito cartaceo da parte del creditore, Corte di cassazione, n. 26889/2020, non massimata).

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, ordinanza del 4 febbraio 2021, n. 2657

 

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

    Arricchisci l'argomento con un tuo commento!

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    error: Il contenuto è protetto!