Coniuge assegnatario abitazione: niente ICI – IMU poichè trattasi di diritto personale atipico di godimento



In tema di ICI, il coniuge al quale sia assegnata la casa di abitazione posta nell’immobile di proprietà (anche in parte) dell’altro coniuge non è soggetto passivo dell’imposta per la quota dell’immobile stesso sulla quale non vanti il diritto di proprietà ovvero un qualche diritto reale di godimento, come previsto dall’art. 3 del d.lgs. n. 504 del 1992, poiché con il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa coniugale in sede di separazione personale o di divorzio, viene riconosciuto al coniuge un diritto personale atipico di godimento e non un diritto reale, sicché in capo al coniuge non è ravvisabile la titolarità di un diritto di proprietà o di uno di quei diritti reali di godimento, specificamente previsti dalla norma, costituenti il presupposto impositivo del tributo.

Solo a partire dal dal 1° gennaio 2014, l’articolo 13, comma 2, del DI n. 201/2013, prevede la non applicazione dell’Imu «alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio».




Il principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, con l’ordinanza del 26 novembre 2019, n. 30872, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato quanto già deciso, nel caso de quo, dalla CTR della Campania.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che la Commissione Tributaria della Campania, con la sentenza n. 6X460/12/2018, rigettava l’appello di Decimo Lavinio nei confronti del Comune di Salerno avverso la sentenza di primo grado della CTP di Salerno che aveva rigettato il ricorso del contribuente che aveva impugnato un avviso di accertamento IMU 2012 sul presupposto che l’assegnazione della casa coniugale alla moglie in sede di separazione non lo esonerasse dal pagamento del tributo per il 50% di proprietà.

Avverso la pronuncia della CTR il contribuente ha proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, il ricorrente con il secondo e il terzo motivo ha dedotto la violazione dell’art. 4 comma 12 quinquies della legge 44/2012, in relazione all’art. 360 comma 3 c.p.c., per avere la CTR ritenuto che il diritto dell’assegnatario alla casa coniugale non fosse un diritto reale ma un diritto personale revocabile in ogni momento e che non gli spettassero le agevolazioni in tema di esenzione per la casa principale, in quanto titolare di diversi immobili nel medesimo Comune di Salerno.

La decisione

La Corte di Cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 30872/2019, ha ritenuto i motivi non fondati e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Ha osservato la Suprema Corte che dal 1° gennaio 2014, l’articolo 13, comma 2, del DI n. 201/2013, prevede la non applicazione dell’Imu «alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio».

Per l’anno di imposta 2012, oggetto della pretesa erariale, l’imposta era, invece dovuta, non potendosi ravvisare in capo al coniuge assegnatario dell’immobile un diritto reale.

Secondo l’insegnamento della Corte, di recente ribadito – Corte di Cassazione, Sezione V Civile, ordinanza del 15 marzo 2019, n. 7395 – in tema di imposta coniugale sugli
immobili il coniuge al quale sia assegnata la casa di abitazione posta nell’immobile di proprietà anche in parte dell’altro coniuge non è soggetto passivo dell’imposta per la quota dell’immobile stesso sulla quale non vanta il diritto di proprietà ovvero un qualche diritto reale di godimento, come previsto dal D.Lgs. 30.12.1992 n. 504, art. 3, ciò in quanto con il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa coniugale viene riconosciuto al coniuge un atipico diritto personale di godimento e non un diritto reale sicchè in capo al coniuge non è ravvisabile la titolarità di un diritto di proprietà o uno di quei diritti reali di godimento specificatamente previsti dalla norma costituenti l’unico elemento di identificazione del soggetto (tenuto al pagamento (Corte di Cassazione, Sez. V, ordinanza n. 14920 del 6 luglio 2011).

La CTR ha correttamente escluso il diritto alle agevolazioni in tema di esenzione per la casa principale ai sensi dell’art. 6 comma 3 bis del d.lgs 504/92 in quanto il ricorrente è titolare di ulteriori immobili nell’ambito del medesimo Comune di Salerno, non potendosi ritenere, per quanto sopra esposto, che sugli immobili assegnati alle due ex mogli gravino regimi di diritto reale, così come a quello concesso in uso di abitazione e quindi in comodato al figlio.

Con particolare riferimento a quest’ultimo immobile il tributo era dovuto, atteso che l’inserimento, in sede di conversione del DL n.102/13, dell’art. 2 bis, di una agevolazione dedicata alle unità immobiliari concesse in comodato a parenti valeva per l’anno 2013, limitatamente alla seconda rata dell’imposta municipale propria e la relativa facoltà era rimessa ai comuni.

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Ecco il link a: Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, ordinanza del 26 novembre 2019, n. 30872

 

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Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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