Condominio: la delibera di approvazione della spesa sufficiente per la emissione del decreto ingiuntivo

La delibera condominiale di approvazione della spesa costituisce, così, titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condominio a pagare le somme nel processo oppositorio a cognizione piena ed esauriente, il cui ambito è ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere.

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di contributi per spese, il condominio soddisfa l’onere probatorio su esso gravante con la produzione del verbale dell’assemblea condominiale in cui sono state approvate le spese, nonché dei relativi documenti.

Il principio di diritto è stato ribadito dalla Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 15 febbraio 2021, n. 3847, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato la decisione della Corte d’appello di Milano.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che la Corte d’appello di Milano, con la sentenza n. 2401 del 2019, nel rigettare l’appello formulato da Fulvio Pompilio avverso la sentenza pronunciata in primo grado dal Tribunale di Milano, ha respinto l’opposizione avanzata dal condomino Pompilio contro il decreto ingiuntivo n. 2651/2015 dell’importo di euro 10.364,55, relativo ai contributi risultanti dall’approvazione del rendiconto consuntivo 2013, nonché del preventivo 2014, deliberata dall’assemblea condominiale in data 28 febbraio 2014.

La Corte d’appello ha evidenziato che Pompilio non aveva impugnato la deliberazione di approvazione del rendiconto, di per sé pienamente idonea a comprovare il credito del condominio dedotto in sede monitoria.

Per la cassazione della decisione d’appello, Pompilio ha proposto ricorso e articolato due motivi.

I motivi di ricorso

Con il primo motivo Pompilio ha denunciato la violazione dell’art. 63 disp. att. c.c. e dell’art. 1135 c.c., sostenendo l’erroneità della sentenza impugnata per aver la Corte d’appello riconosciuto alla delibera del 28 febbraio 2014 valenza di “titolo di credito” anche con riguardo alle gestioni pregresse.

Con il secondo motivo il ricorrente ha lamentato l’omesso esame del fatto decisivo costituito dalla mancata partecipazione del condomino Pompilio all’assemblea del 28 febbraio 2014.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 3847 del 2021, ha ritenuto i motivi non fondati e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Quanto al primo motivo il Collegio in premessa ha ribadito che nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di contributi per spese, il condominio soddisfa l’onere probatorio su esso gravante con la produzione del verbale dell’assemblea condominiale in cui sono state approvate le spese, nonché dei relativi documenti (Corte di cassazione, Sez. 2, 29 agosto 1994, n. 7569).

Il giudice, pronunciando sul merito, emetterà una sentenza favorevole o meno, a seconda che l’amministratore dimostri che la domanda sia fondata, e cioè che il credito preteso sussiste, è esigibile e che il condominio ne è titolare.

La delibera condominiale di approvazione della spesa costituisce, così, titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condominio a pagare le somme nel processo oppositori° a cognizione piena ed esauriente, il cui ambito è ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere (Corte di cassazione, Sez. U., 18 dicembre 2009, n. 26629; Corte di cassazione, Sez. 2 , 23/02/2017, n. 4672).

Il giudice deve quindi accogliere l’opposizione solo qualora la delibera condominiale abbia perduto la sua efficacia, per esserne stata l’esecuzione sospesa dal giudice dell’impugnazione, ex art. 1137, comma 2, c.c., o per avere questi, con sentenza sopravvenuta alla decisione di merito nel giudizio di opposizione ancorché non passata in giudicato, annullato la deliberazione (Corte di cassazione, Sez. 2, 14/11/2012, n. 19938; Corte di cassazione, Sez. 6 – 2, 24/03/2017, n. 7741).

Quanto al secondo motivo il Collegio ha osservato che la dedotta mancata presenza del condomino all’assemblea del 28 febbraio 2014 può essere, al più, ragione che comporta la decorrenza del termine perentorio di trenta giorni, di cui all’art. 1137, comma 2, c.c., dalla data di comunicazione della deliberazione, ma non può certamente essere oggetto di eccezione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo chiesto per conseguire il pagamento delle spese deliberate dall’assemblea (arg. da Corte di cassazione, Sez. 2, 01/08/2006, n. 17486).

Secondo consolidato orientamento giurisprudenziale, che non può essere scalfito dai precedenti invocati dal ricorrente, per il disposto degli artt. 1135 e 1137 c.c., “la deliberazione dell’assemblea condominiale che approva il rendiconto annuale dell’amministratore può essere impugnata dai condomini assenti e dissenzienti nel termine stabilito dall’art. 1137, comma 2, c.c. non per ragioni di merito, ma solo per ragioni di mera legittimità, non essendo consentito al singolo condomino rimettere in discussione i provvedimenti adottati dalla maggioranza se non nella forma dell’impugnazione della delibera” (Corte di cassazione, Sez. 2, 31/05/1988, n. 3701; Corte di cassazione, Sez. 2, 14/07/1989, n. 3291; Corte di cassazione, Sez. 2, 20/04/1994, n. 3747 ; Corte di cassazione, Sez. 2, 04/03/2011, n. 5254).

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, ordinanza del 15 febbraio 2021, n. 3847

Arricchisci l'argomento con un tuo commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Il contenuto è protetto!