Blocco di ghiaccio sull’auto: la precipitazione nevosa “epocale” integra il “caso fortuito” che esclude la responsabilità del custode

Legittima la decisione del giudice di merito che aveva escluso la responsabilità del custode per i danni subiti da utente della strada a causa della caduta di una massa di neve ghiacciata sulla propria auto in sosta in quanto la precipitazione nevosa “epocale” aveva paralizzato ogni attività e aveva reso impossibile sia il controllo degli immobili comunali che l’adozione di interventi idonei a rimuovere eventuali situazioni di pericolo, ritenendo pertanto integrati gli estremi del caso fortuito, rilevante -ai sensi dell’art. 2051 c.c.- ai fini dell’esclusione della responsabilità del custode.

Il principio di diritto è stato pronunciato dalla Corte di cassazione, Sezione 3 Civile, con l’ordinanza del 11 febbraio 2021, n. 3564, mediante la quale ha rigettato il ricorso poiché inammissibile.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che Sempronia convenne in giudizio il Comune di Utopia delle Marche – assumendone la responsabilità ex art. 2051 c.c. o, in subordine, ex art. 2043 c.c.- per sentirlo condannare al risarcimento dei danni provocati alla propria autovettura dalla caduta di una massa di neve ghiacciata distaccatasi dal tetto di un edificio comunale.

Il convenuto resistette alla domanda, contestando la propria legittimazione passiva e assumendo comunque la ricorrenza del caso fortuito, e chiamò in manleva la Cooperativa Sociale Onlus Mare, alla quale erano stati affidati l’uso e la gestione dell’immobile.

Il Giudice di Pace di Ancona rigettò la domanda di Sempronia e la condannò al pagamento delle spese di lite in favore del convenuto e della terza chiamata.

La sentenza di primo grado è stata integralmente confermata con sentenza n. 1082 del 2017 dal Tribunale di Ancona, che ha evidenziato -come già il Giudice di Pace- l’eccezionalità delle precipitazioni nevose abbattutesi sulla città di Utopia (una «nevicata epocale»), che erano state di notevolissima intensità e si erano protratte per ben 13 giorni, determinando la totale “paralisi” delle attività e rendendo impossibile qualunque intervento da parte del custode per ripulire il tetto dalla neve in costanza di precipitazioni nevose (rilevando, altresì, che Sempronia aveva parcheggiato la vettura proprio sotto il cornicione dello stabile, in un posto in cui vigeva il divieto di fermata segnalato da un cartello verticale).

Per la cassazione della decisione d’appello Sempronia ha proposto ricorso per la cassazione con atto articolato in unico motivo.

Il motivo di ricorso

Con l’unico motivo, la ricorrente ha denunciato la violazione e la falsa applicazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e 1227, 2043 e 2051 c.c.: premesso che il custode può liberarsi dalla responsabilità di cui all’art. 2051 c.c. provando «il caso fortuito o il fatto di un soggetto estraneo alla propria sfera di controllo (quale può essere il danneggiato) tale da interrompere il nesso di causalità tra la “cosa” ed il danno», la ricorrente contesta che la precipitazione nevosa, ancorché eccezionale, potesse integrare caso fortuito, rilevando che l’evento atmosferico era stato previsto dal servizio meteorologico (tanto che il Prefetto aveva diramato numerosi avvisi di allerta) e che il fatto che le precipitazioni si protraessero da 13 giorni consentiva di escludere l’imprevedibilità della caduta della neve dal tetto.

Ha, inoltre, evidenziato che sarebbe stato sufficiente che il Comune posizionasse delle transenne per inibire la sosta dei veicoli e contesta la rilevanza della circostanza che la vettura fosse stata parcheggiata in corrispondenza di un segnalato divieto di fermata.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 3564 del 2021, ha ritenuto il motivo inammissibile e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Il Collegio ha osservato che la ricorrente Sempronia senza contestare effettivamente la violazione o la falsa applicazione di norme di diritto, si è limitata a contrastare l’apprezzamento di merito compiuto dal Tribunale in punto di ricorrenza del caso fortuito, prospettando una lettura alternativa degli elementi emersi dall’istruttoria ed assumendo la prevedibilità della caduta della massa nevosa e la sua prevenibilità, anche soltanto mediante l’apposizione di transenne o di nastri dissuasori per impedire la sosta dei veicoli.

Ciò facendo, tuttavia, la ricorrente ha mostrato di non cogliere appieno la ratio della decisione, che ha evidenziato come l’eccezionalità dell’evento avesse “paralizzato” l’intera città, al punto da rendere impossibile qualunque tipo di intervento sui beni comunali.

La richiesta di “riesame” del merito si pone in violazione del consolidato orientamento di legittimità secondo cui, in tema di responsabilità civile per i danni causati da cose in custodia, «sia l’accertamento in ordine alla sussistenza della responsabilità oggettiva che quello in ordine all’intervento del caso fortuito che lo esclude involgono valutazioni riservate al giudice di merito, il cui apprezzamento è insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed immune da vizi logici e giuridici» (Corte di cassazione, n. 6753/2004; cfr. anche Corte di cassazione, n. 472/2003).

Ebbene, nel caso in esame, il giudice d’appello ha ampiamente motivato (con puntuale indicazione degli elementi valutati e con corretto richiamo ai consolidati orientamenti di legittimità) sul fatto che la precipitazione nevosa “epocale” aveva paralizzato ogni attività e aveva reso impossibile sia il controllo degli immobili comunali che l’adozione di interventi idonei a rimuovere eventuali situazioni di pericolo, ritenendo pertanto integrati gli estremi del caso fortuito, rilevante -ai sensi dell’art. 2051 c.c.- ai fini dell’esclusione della responsabilità del custode.

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 3 Civile, ordinanza del 11 febbraio 2021, n. 3564

 

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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