Azione di regolamento confini: il giudice può decidere anche in base alle risultanze catastali



Nell’azione di regolamento di confini, che si configura come una “vindicatio incertae partis”, incombe sia sull’attore sia sul convenuto l’onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all’individuazione dell’esatta linea di confine, mentre il giudice, del tutto svincolato dal principio “actore non probante reus absolvitur”, deve determinare il confine in relazione agli elementi che gli sembrano più attendibili, ricorrendo in ultima analisi alle risultanze catastali, aventi valore sussidiario.



Il principio è stato affermato dalla Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, con l’ordinanza del 5 novembre 2019, n. 28425, mediante la quale ha rigettato il ricorso e confermato quanto già deciso, nel caso de quo, dalla Corte d’appello di Roma.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che il Tribunale di Roma, con sentenza n. 1X17 del 2010, rigettava la domanda di rivendicazione, così qualificata dal medesimo giudice di primo grado, proposta da Ostilio Labieno nei confronti della Omega S.r.l., non ritenendo raggiunta la prova dell’acquisto in capo all’attore a titolo originario della porzione di terreno rivendicata.

Avendo il Labieno interposto appello, la Corte di Appello di Roma, con sentenza n. 5X79 del 2016, accoglieva parzialmente la domanda attorea qualificandola come istanza di regolamento del confine e per l’effetto, in parziale riforma della sentenza impugnata, condannava la Omega S.r.l. alla riduzione in pristino ed alla restituzione della porzione di terreno di mq 120.48 facente parte della particella 666 di proprietà dell’appellante per come individuata nella relazione del c.t.u., condannando, altresì, l’appellata al risarcimento dei danni in favore dell’attore.

Avverso la sentenza della Corte di appello di Roma, la Omega S.r.l. ha proposto ricorso per cassazione, fondato su quattro motivi.

I motivi di ricorso

Per quanto è qui di interesse, la ricorrente con il secondo motivo ha dedotto la manifesta illogicità o contraddittorietà nell’applicazione dell’art. 950 c.c., per avere la Corte d’appello, ai fini dell’accertamento della linea di confine tra i due fondi, fatto riferimento alle risultanze catastali anziché agli originari titoli di acquisto.

La norma invocata

Art. 950 Codice civile – Azione di regolamento di confini.

Quando il confine tra due fondi è incerto, ciascuno dei proprietari può chiedere che sia stabilito giudizialmente. Ogni mezzo di prova è ammesso.

In mancanza di altri elementi, il giudice si attiene al confine delineato dalle mappe catastali.

La decisione

La Corte di Cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 28425/2019, ha ritenuto il motivo non fondato e ha rigettato il ricorso.

Sul punto di doglianza la Suprema Corte ha precisato che costituisce principio consolidato in giurisprudenza quello secondo cui “l’azione di regolamento di confini, che si configura come una “vindicatio incertae partis”, incombe sia sull’attore sia sul convenuto l’onere di allegare e fornire qualsiasi mezzo di prova idoneo all’individuazione dell’esatta linea di confine, mentre il giudice, del tutto svincolato dal principio “actore non probante reus absolvitur”, deve determinare il confine in relazione agli elementi che gli sembrano più attendibili, ricorrendo in ultima analisi alle risultanze catastali, aventi valore sussidiario”.

Nel caso di specie, ha concluso la Cassazione, il giudice d’appello ha correttamente valutato, ai fini della formazione del proprio convincimento le risultanze catastali, nonché gli originali titoli di acquisto, senza pertanto incorrere in alcuna violazione di legge.

Tra i precedenti sul tema si segnala, in coerenza con quanto innanzi, la decisione della Corte di Cassazione, Sezione II Civile, ordinanza del 24 aprile 2018, n. 10062, la quale ha precisato che “con specifico riferimento al regolamento di confini, il ricorso al sistema di accertamento sussidiario costituito dalle mappe catastali è consentito al giudice non soltanto in caso di mancanza assoluta ed obiettiva di altri elementi, ma anche nell’ipotesi in cui questi (per la loro consistenza o per ragioni attinenti alla loro attendibilità) risultino, secondo l’incensurabile apprezzamento svolto in sede di merito, comunque inidonei alla determinazione certa del confine” (con richiamo a Corte di Cassazione, Sez. II, 6.6.2017, n. 14020, Rv. 644478-01).

Vai al testo integrale

Ecco il link a: Corte di Cassazione, Sezione VI Civile, ordinanza del 5 novembre 2019, n. 28425

 

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Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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