Autovelox: multa legittima elevata su strada con banchina senza estensione precisa

La banchina è la parte della strada, per la quale non è prevista una misura minima, che si trova oltre la linea continua destra delimitante la carreggiata ed è compresa tra il margine della carreggiata ed il più vicino dei seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati. Essa serve normalmente al transito dei pedoni come zona di sicurezza, con la conseguenza che il suo occasionale utilizzo per eventuali soste di emergenza dei veicoli non ne muta la destinazione, posto che ciò è consentito al solo scopo di non recare intralcio al traffico veicolare.

 

Legittima la sanzione elevata mediante apparecchio autovelox su tratto di strada autorizzato.

Il principio di diritto è stato pronunciato dalla Corte di cassazione, Sezione VI Civile, con l’ordinanza del 13 novembre 2020, n. 25688, mediante la quale ha rigettato il ricorso dell’utente e confermato la decisione del Tribunale di Belluno.

La vicenda

La pronuncia in esame ha avuto origine dal fatto che Antioco Pompeo, con ricorso al Giudice di Pace di Belluno, proponeva opposizione alla sanzione amministrativa elevata nei suoi confronti per eccesso di velocità, rilevato da un apparecchio autovelox sito su un tratto di strada extraurbana.

Ad avviso del ricorrente, detto tratto stradale non presentava le caratteristiche previste per la rilevazione elettronica della velocità e per poter essere ricompreso nell’ambito delle strade sulle quali è autorizzato tale metodo di rilevazione.

Inoltre, il verbale doveva essere annullato perché la postazione di rilevazione fissa non era dotata di adeguata segnaletica di preavviso e comunque non era stata sottoposta alla taratura periodica.

Il Giudice di Pace di Belluno, con sentenza n. 162 del 2017, rigettava l’opposizione, limitando tuttavia l’importo della sanzione al minimo edittale.

Interponeva appello avverso detta decisione il Pompeo e si costituiva in seconde cure il Comune, resistendo al gravame.

Con sentenza n. 581 del 2018, il Tribunale di Belluno rigettava l’impugnazione compensando le spese del secondo grado.

Per la cassazione della predetta decisione Antioco Pompeo ha proposto ricorso, affidandosi a due motivi.

I motivi di ricorso

Con il primo motivo il ricorrente ha lamentato la violazione e falsa applicazione di norme di diritto, in relazione all’art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c., perché il Tribunale avrebbe erroneamente ritenuto l’idoneità del tratto di strada sul quale era posto l’autovelox ad essere inserito nell’elenco prefettizio di strade e tratti stradali sui quali si possono installare apparati di rilevazione della velocità. Ad avviso del ricorrente, infatti, il tratto stradale in questione non presentava la banchina, elemento invece necessario ai fini dell’inserimento nel predetto elenco prefettizio.

Con il secondo motivo il ricorrente ha lamentato l’omesso esame di fatti decisivi, in relazione all’art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c., perché il giudice di merito avrebbe tralasciato di pronunciarsi sulle istanze istruttorie proposte dal Pompeo, apprezzando in modo non adeguato le caratteristiche del tratto di strada interessato dalla rilevazione elettronica della velocità.

La decisione in sintesi

La Corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 25688 del 2020, ha ritenuto i motivi inammissibili e ha rigettato il ricorso.

La motivazione

Sul tema la Suprema Corte ha avuto modo di affermare che «La banchina è la parte della strada, per la quale non è prevista una misura minima, che si trova oltre la linea continua destra delimitante la carreggiata ed è compresa tra il margine della carreggiata ed il più vicino dei seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati. Essa serve normalmente al transito dei pedoni come zona di sicurezza, con la conseguenza che il suo occasionale utilizzo per eventuali soste di emergenza dei veicoli non ne muta la destinazione, posto che ciò è consentito al solo scopo di non recare intralcio al traffico veicolare» (Corte di cassazione, Sez. II, Sentenza n. 8934 del 29/03/2019, Rv. 653306).

Non è prevista una larghezza minima o massima della banchina, né vengono descritte in dettaglio le sue caratteristiche strutturali: quel che rileva è che si tratti di “… uno spazio all’interno della sede stradale, esterno rispetto alla carreggiata, destinato al passaggio dei pedoni o alla sosta di emergenza che, oltre a dover restare libero da ingombri, deve avere una larghezza tale da consentire l’assolvimento effettivo delle predette funzioni” (Corte di cassazione, Sez. II, Sentenza n. 16622 del 20/06/2019, Rv. 654339).

Nel caso in esame il giudice di secondo grado ha ritenuto che “… dalla documentazione fotografica in atti, emerge chiaramente la presenza di un’unica carreggiata dotata di una corsia per senso di marcia, nonché di (seppur talvolta ridotti ed incostanti ma, comunque, diffusamente presenti) spazi tra il margine della carreggiata ed un marciapiede o uno spartitraffico o un ciglio interno della cunetta, ovvero di banchine (cfr. rilievi fotografici)”.

Trattasi di accertamento di merito, incensurabile in questa sede, mediante il quale il Tribunale ha ritenuto sussistente, in concreto, lo spazio adibito a banchina, e quindi gli elementi richiesti per l’inserimento del tratto di strada interessato dalla rilevazione elettronica della velocità nell’elenco prefettizio di cui all’art. 4, comma 2, del D.L. n. 121 del 2002, convertito in Legge n. 168 del 2002.

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione VI Civile, ordinanza del 13 novembre 2020, n. 25688

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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