L’Agenzia dell’Entrate può stare in giudizio con propri dipendenti o con avvocati del libero foro

L’Agenzia dell’Entrate, impregiudicata la generale facoltà di avvalersi anche di propri dipendenti delegati davanti al tribunale ed al giudice di pace, si avvale:

a) dell’Avvocatura dello Stato nei casi previsti come riservati ad essa dalla Convenzione intervenuta (fatte salve le ipotesi di conflitto e, ai sensi dell’art. 43, comma 4, r.d. n. 1611 del 1933, di apposita motivata delibera da adottare in casi speciali e da sottoporre all’organo di vigilanza), oppure ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici;

b) di avvocati del libero foro, senza bisogno di formalità, né della delibera prevista dall’art. 43, comma 4, r.d. cit. – nel rispetto degli articoli 4 e 17 del d.lgs. n. 50 del 2016 e dei criteri di cui agli atti di carattere generale adottati ai sensi dell’art. 1, comma 5 del d.l. 193 del 2016, conv. in I. n. 225 del 2016 – in tutti gli altri casi ed in quelli in cui, pure riservati convenzionalmente all’Avvocatura erariale, questa non sia disponibile ad assumere il patrocinio.

Il principio di diritto è stato pronunciato dalla Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 29 marzo 2021, n. 8671, mediante la quale ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la decisione della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte.

La vicenda

La pronuncia di legittimità in esame origina da una controversia avente ad oggetto l’impugnazione di una cartella di pagamento emessa dall’Agenzia delle entrate – Riscossione con riferimento all’anno d’imposta 2005 nei confronti di Mevio.

Successivamente, con la sentenza 298/01/2019, la CTR del Piemonte dichiarava l’inammissibilità dell’appello dell’Agenzia delle entrate – Riscossione avverso la sfavorevole sentenza di primo grado perché proposto con il ministero di un avvocato del libero foro.

La CTR dichiarava l’inammissibilità anche dell’appello incidentale proposto dall’Agenzia delle entrate in quanto tardivo.

Avverso tale pronuncia l’Agenzia ha proposto ricorso per la cassazione sulla base di tre motivi.

Con il primo motivo la difesa erariale ha dedotto la violazione e falsa applicazione degli artt. 1, commi 1 e 8, del d.l. n. 193 del 2016, conv. con modif. dalla legge n. 225 del 2016, 43 del R.D. n. 1611 del 1933, 11 e 12 del d.lgs. n. 546 del 1992 e 4-novies del d.l. n. 34 del 2019, conv. dalla legge n. 58 del 2019, sostenendo che la CTR aveva erroneamente ritenuto inammissibile l’appello dell’agente della riscossione per essersi avvalsa del patrocinio di un avvocato del libero foro.

La decisione in sintesi

La corte di cassazione, mediante la menzionata ordinanza n. 8671 del 2021, ha ritenuto il motivo fondato e ha accolto il ricorso cassando con rinvio la decisione impugnata.

La motivazione

Ha osservato il Collegio che nel caso di specie viene preliminarmente in rilievo l’art. 12 del d.lgs. n. 546 del 1992, dettato in materia di «assistenza tecnica», che, prescrivendo, anche a seguito della modifica operata dall’art. 9, comma 1, lett. e), del d.lgs. n. 156 del 2015, l’obbligo dell’assistenza tecnica per i privati, non rende affatto illegittima la nomina a difensore di un professionista esterno iscritto all’albo da parte degli uffici finanziari e dell’agente della riscossione che, ai sensi dell’art. 11, comma 2, del citato d.lgs., stanno in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata.

Invero, il fatto che gli uffici finanziari, gli agenti della riscossione ed i soggetti iscritti all’albo di cui all’art. 53 del d.lgs. n. 446 del 1997 (ovvero, i soggetti privati abilitati ad effettuare attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni) non siano destinatari di tale obbligo, non significa che non abbiano la facoltà di farsi assistere da un difensore abilitato.

In tale direzione muove anche la disposizione di cui al vigente comma 8 del citato art. 12 che prevede la facoltà per i soli uffici finanziari (Agenzia delle entrate, delle dogane e dei monopoli) di farsi assistere anche dall’Avvocatura dello Stato.

Questa disposizione, infatti, non sta ad indicare una facoltà “residuale” quanto, piuttosto, una facoltà “aggiuntiva” per detti uffici finanziari, fermo restando che nessuna norma impedisce che questi o gli agenti della riscossione o gli enti locali possano farsi assistere da difensori abilitati anche privati, posto che una simile limitazione mal si concilierebbe con l’art. 24, secondo comma, Cost. (in tale senso, con riferimento al previgente art. 12 citato, cfr. Corte di cassazione, n. 22804/2006, Corte di cassazione, n. 17936/2004, Corte di cassazione, n. 19080/2003, Corte di cassazione, n. 18541/2003).

Il Collegio ha, altresì, osservato che il motivo in esame è fondato alla stregua delle disposizioni introdotte dalla riforma del settore di cui al d.l. 22 ottobre 2016, n. 193, convertito con modificazioni dalla legge 10 dicembre 2016, n. 225 (vigente all’epoca di notifica del ricorso d’appello, effettuata in data 07/11/2017, come risulta dalla stessa sentenza impugnata), cui ha fatto seguito la stipula del Protocollo d’intesa tra Avvocatura dello Stato e Agenzia delle Entrate-Riscossione n. 36437 del 5 luglio 2017, nonché alla luce della sentenza delle Sezioni unite della Cassazione n. 30008 del 2019, che pronunciando al riguardo, hanno affermato (par. 24) il seguente principio di diritto: «impregiudicata la generale facoltà di avvalersi anche di propri dipendenti delegati davanti al tribunale ed al giudice di pace, si avvale:

a) dell’Avvocatura dello Stato nei casi previsti come riservati ad essa dalla Convenzione intervenuta (fatte salve le ipotesi di conflitto e, ai sensi dell’art. 43, comma 4, r.d. n. 1611 del 1933, di apposita motivata delibera da adottare in casi speciali e da sottoporre all’organo di vigilanza), oppure ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici;

b) di avvocati del libero foro, senza bisogno di formalità, né della delibera prevista dall’art. 43, comma 4, r.d. cit. – nel rispetto degli articoli 4 e 17 del d.lgs. n. 50 del 2016 e dei criteri di cui agli atti di carattere generale adottati ai sensi dell’art. 1, comma 5 del d.l. 193 del 2016, conv. in I. n. 225 del 2016 – in tutti gli altri casi ed in quelli in cui, pure riservati convenzionalmente all’Avvocatura erariale, questa non sia disponibile ad assumere il patrocinio.

Quando la scelta tra il patrocinio dell’Avvocatura erariale e quello di un avvocato del libero foro discende dalla riconduzione della fattispecie alle ipotesi previste dalla Convenzione tra l’Agenzia e l’Avvocatura dello Stato o di indisponibilità di questa ad assumere il patrocinio, la costituzione dell’Agenzia a mezzo dell’una o dell’altro postula necessariamente ed implicitamente la sussistenza del relativo presupposto di legge, senza bisogno di allegazione e di prova al riguardo, nemmeno nel giudizio di legittimità. (Principio enunciato ai sensi dell’art. 363 c.p.c.)».

Il Protocollo d’intesa tra Avvocatura dello Stato e Agenzia delle Entrate – Riscossione, n. 36437 del 5 luglio 2017, ha poi previsto espressamente, al punto 3.4.2, in tema di «Contenzioso afferente l’attività di Riscossione», che «L’Ente sta in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti o di avvocati del libero foro, iscritti nel proprio Elenco avvocati, nelle controversie relative a: […] liti innanzi alle Commissioni Tributarie».

Successivamente, a conferma di quanto innanzi, Corte di cassazione, n. 31241 del 2019, esaminando analoga questione, muovendo dalla citata pronuncia delle Sezioni unite, ha espressamente affermato (a pag. 7) che «anche alla luce dello ius superveniens, l’A.d.E.R. in appello ben poteva costituirsi con avvocato del libero foro».

Vai alla decisione

Ecco il link a: Corte di cassazione, Sezione 6 Civile, con l’ordinanza del 29 marzo 2021, n. 8671

Avv. Amilcare Mancusi

Ciao, sono un avvocato civilista, ideatore e curatore del sito Punto di Diritto. Sono custode e delegato alle vendite presso il Tribunale di Nocera Inferiore. Mi occupo di consulenza e assistenza legale in materia di recupero crediti ed esecuzioni immobiliari, problematiche condominiali (sono stato amministratore di diversi condomini), risarcimento danni, famiglia, successioni e volontaria giurisdizione, consulenza alle aziende (anche in tema di sistemi di videosorveglianza e cessione di ramo). Ho fornito consulenza, in maniera residuale, in materie giuslavoristiche, amministrative e tributarie. Nel tempo libero sono un runner dilettante e leggo con piacere noir e gialli italiani o romanzi di grandi autori moderni.

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